Perché dovresti coltivare il tagete nell’orto? La sua bellezza rustica potrebbe essere una ragione più che sufficiente, per qualcuno. A fine primavera, infatti, il verde carico delle foglie dentellate si accende del rosso e del giallo dei fiori. A seconda della varietà, questi possono essere grosse “margherite” dai petali screziati di rosso, piccole sfere di petali giallo brillante, “roselline” arancioni.

Il valore del tagete per l’orto non si limita all’aspetto, però. Questo frammento di sole e di estate è un valido alleato per tutti i tuoi ortaggi.

Quali sono le proprietà del tagete

Abbiamo già visto che il tagete è un tipico fiore da orto, più che da giardino. Per quanto sia bello, non è sempre un fiore da usare in bouquet da regalare, né tanto meno da tenere al chiuso. Buona parte delle varietà si distinguono infatti per l’odore acre, tutt’altro che piacevole per gli esseri umani. In compenso, questo stesso odore lo rende un aiuto eccezionale.

Piantato vicino agli ortaggi, il tagete tiene lontani eventuali animaletti che potrebbero curiosare tra le piante. Ciò che più conta, però, è l’azione delle sue radici: le sostanze che rilasciano nel terreno tengono lontani i nematodi, parassiti pericolosi soprattutto per le patate, le melanzane e i pomodori. Per questo motivo, il tagete è presente in quasi tutti gli orti sinergici.

Il fiore di tagete viene detto anche “fiore puzzola”, tanto è sgradevole l’odore di alcune varietà. Eppure, api e farfalle adorano l’aroma pungente della pianta e vi si precipitano con golosità. Ciò aumenta la presenza di insetti impollinatori nei pressi degli ortaggi, aiutando il naturale ciclo riproduttivo delle piante.

Come coltivarlo

Il tagete è una pianta rustica e ha bisogno di poche cure culturali. Per farlo sopravvivere, basta che il terreno sia ben sciolto e non formi ristagni idrici dannosi per la pianta. Per il resto, il tagete cresce ovunque, perfino nei terreni senza acqua e sassosi. Certo, tra “sopravvivere” e “prosperare” c’è una bella differenza.

Se desideri piante robuste e belle, scegli degli angoli soleggiati dell’orto: il tagete ama l’esposizione diretta. Assicurati anche che il terreno sia stato concimato con un materia organica matura, come il compost o l’humus di lombrico. La concimazione fatta per le piante consociate andrà più che bene anche per il tagete.

La semina va fatta tra marzo e aprile, febbraio se usi un semenzaio riscaldato. I semi di tagete hanno un alto tasso di germinazione, quindi l’operazione è alla portata anche dei neofiti. Basta mettere i semini in vasi pieni di terriccio universale e sabbia, coprendoli con un sottile strato di terreno. Assicurati che il terreno sia sempre umido e che la temperatura sia intorno ai 18°C. Dopo 5 giorni, dovresti iniziare a vedere i tuoi fiori.

Dopo circa un mese e mezzo, le piante di tagete sono pronte per il trapianto in piena terra. Il tagete è una pianta esuberante, che si allarga velocemente: sistema le piante ad almeno 40 cm di distanza l’una dall’altra.

Come raccogliere e conservare i semi di tagete

Se non hai mai coltivato il tagete, puoi comprare i semi in vivaio o su internet. Dopo il primo anno non sarà più necessario, a meno che tu non voglia cambiare varietà. In autunno, i fiori di tagete producono tanti semi da raccogliere e conservare in vista dell’anno successivo.

  • Aspetta che la pianta cominci a sfiorire.
  • Raccogli i fiori che stanno cominciando a seccarsi.
  • Falli finire di seccare all’asciutto.
  • Scuotili e raccogli i semini che cadranno dalle capsule.
  • Conserva i semi in una busta di carta da conservare in un posto fresco e ventilato.

Con questo semplice metodo, non dovrai più comprare piantine e potrai regalare i semi anche ai vicini di orto.

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