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Coltivare l’aglio è alla portata di tutti: si tratta di una pianta che non ha esigenze particolari, quindi piuttosto semplice. Il problema è farlo crescere bene, piuttosto. Coltivato nel modo sbagliato, infatti, il bulbo dell’aglio rimane piccolo e poco saporito. Puoi comunque usare la parte aerea per preparare delle ottime frittate, ma non è la stessa cosa. Vediamo quindi a cosa devi stare attento.

Come e quando si pianta l’aglio

Anche se alcune varietà di aglio producono semi, la soluzione più semplice rimane usare direttamente gli spicchi. Puoi piantare perfino quelli germogliati in dispensa, se provengono da coltivazione biologica e sono integri.

Interra gli spicchi, detti anche bulbilli, a circa 3 cm di profondità con la punta verso l’alto e senza sbucciarli: la camicia li protegge e riduce così il rischio di marciumi. Come già consigliato nell’articolo su come fare ingrossare l’aglio, tienili a circa 20 cm l’uno dall’altro; in questo modo, ciascuna testa ha tutto lo spazio necessario per svilupparsi.

Il periodo migliore per piantare l’aglio è novembre o febbraio. I bulbilli hanno infatti bisogno di qualche settimana al freddo per crescere bene, quindi non ti conviene piantarli quando fa ancora caldo. Temi che faccia troppo freddo per loro? Non temere: gli spicchi sopravvivono fino a -15°C. Una volta arrivata la primavera, germoglieranno e in 5-6 mesi avrai il tuo raccolto.

Quale terreno usare

Coltivare in autunno o in inverno ha un altro problema: i ristagni idrici. Se il terreno è troppo pesante, rischi che l’acqua delle piogge si accumuli e faccia marcire le teste d’aglio. Ecco perché ti serve un terreno leggero e che faccia scorrere bene l’acqua.

L’aglio è una di quelle piante che crescono sopratutto nei terreni sabbiosi. Questo tipo di composizione:

  • non trattiene l’acqua;
  • disincentiva i marciumi;
  • facilita lo sviluppo di bulbi, rizomi e radici.

L’unico problema sarebbe l’aridità tipica dei terreni sabbiosi, che però l’aglio tollera benissimo. Anzi, l’eccesso di materia organica è addirittura un problema per questa pianta. Assicurati solo che il terreno sia ricco di zolfo e con un pH di 6-7. Se il terreno ti sembra troppo pesante, alleggeriscilo con della sabbia e realizza dei bancali rialzati. Altrimenti, coltiva direttamente altro.

Quali sono le consociazioni dell’aglio

L’aglio è un eccellente repellente per pidocchi delle piante, quanto meno nei primi stadi dell’infestazione. Puoi usarlo per preparare un macerato da spruzzare sugli ortaggi colpiti o coltivarlo lì accanto.

La consociazione più tipica per l’aglio è quella con i pomodori, che protegge anche dal ragnetto rosso. Per la stessa ragione, è particolarmente benefico sia per le fragole sia per i lamponi. Inoltre, protegge le rose dagli afidi e stimola lo sviluppo di asparagi e carote.

Nonostante le sue eccezionali proprietà repellenti, l’aglio va tenuto lontano da piselli e fagioli, di cui inibisce lo sviluppo.

Si può coltivare l’aglio in vaso?

L’aglio si presta molto bene alla coltivazione in sacco, piuttosto che a quella in vaso. L’orto in sacco fornisce più spazio a ciascuna piantina e ti consente di ottimizzare lo spazio in verticale. Per coltivarlo in vaso, invece, avresti bisogno di vasi lunghi e profondi forse troppo ingombranti. Premesso questo, l’impresa è tutt’altro che impossibile.

Dopo lo spazio, il problema maggiore della coltivazione dell’aglio in vaso è l’irrigazione. L’aglio soffre i ristagni idrici, che vanno evitati in tutti i modi. L’orto in sacco è una soluzione migliore anche per questo motivo: all’interno dei sacchi, il terriccio si compatta meno e rimane più morbido. Questo favorisce lo sviluppo dell’aglio. Inoltre, il terriccio morbido non crea bolle d’aria che possono riempirsi di acqua quando innaffi facendo così marcire le piante.

Conosci altri trucchi per coltivare l’aglio nell’orto o in vaso? Faccelo sapere su Facebook e vienici a trovare a Borgomanero (Novara): ti aspettiamo con tanti orti in affitto pronti da coltivare!

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