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Il cucamelon o sandita è una delle piante strane da coltivare nell’orto di cui abbiamo già parlato. Si tratta di uno strano incrocio tra l’anguria e il cetriolo: ha l’aspetto della prima e il sapore fresco del secondo. I semi sono abbastanza difficili da reperire, ma vale la pena fare lo sforzo. Se non altro per ammirare i suoi strani grappoli di “mini-angurie”.

Quando e come seminare il cucamelon

Il cucamelon è una pianta originaria del Messico, dove viene seminata tra aprile e maggio. Considera però che i semi hanno bisogno di una temperatura minima di 22°C per germinare: se vivi nel Nord Italia, ti conviene far slittare in avanti la semina in pieno campo.

Puoi seminare il cucamelon sia in pieno campo sia in semenzaio. La seconda opzione è forse la migliore, dato che ti permette di anticipare la semina e di proteggere i semi dall’attacco degli uccelli. Considerato che dovrai quasi sicuramente ordinarli online, conviene non sprecarli in mangime per insetti e piccoli animali.

Semina il cucamelon a circa 1 cm di profondità e lascia circa 10 cm di distanza tra un seme e l’altro. I semi impiegano tra i 7 e i 15 giorni per germogliare, se il terreno è abbastanza caldo. Per trapiantarle in pieno campo, devi aspettare che le piante raggiungano i 30 cm di altezza e che le temperature siano stabilmente attorno ai 20°C.

Le cure colturali

Il cucamelon è una pianta rustica, quasi del tutto immune alle malattie più comuni dell’anguria e delle cucurbitacee. Se però desideri che produca tanti frutti gustosi, ti conviene comunque “coccolarla” un po’. Il terriccio è un ottimo punto di partenza.

Scegli un angolo dell’orto con una buona esposizione, nel quale il terreno sia morbido e sempre umido. Se hai intenzione di seminare direttamente in pieno campo, prepara l’area con lo stallatico in pellet. Se invece preferisci usare un semenzaio, metti un po’ di humus di lombrico o di compost di bokashi nella buca prima di trapiantare.

Al momento del trapianto – o della semina, se non passi dal semenzaio – sistema anche un sostegno accanto alla pianta. Il cucamelon è infatti un ortaggio rampicante, da coltivare quindi accanto a una rete o a un’impalcatura. Predisponendo il sostegno fin da subito eviti di danneggiare le radici per sbaglio.

I frutti dovrebbero maturare dalla fine di agosto fino a novembre, se il clima lo permette. In teoria, potresti trattare il cucamelon come una pianta perenne. In pratica, è difficile che sopravviva alle gelate invernali. Se vuoi evitare di cercare nuovi semi ogni anno, conservane qualcuno dai frutti e metti da parte le radici più grandi: può darsi che superino l’inverno e si risveglino una volta passato il freddo.

Come si mangia il cucamelon?

Di solito i cucamelon si raccolgono quando sono ancora piccoli, in modo da godere di tutta la loro morbidezza. In questa fase, la buccia del cucamelon è troppo sottile perché valga la pena toglierla: devi solo lavarlo per bene e mangiarlo tutto intero. Se aspetti un po’ di più, prima di raccoglierlo, è possibile che sia un poco più coriacea e simile a quella del cetriolo.

Il sapore del cucamelon assomiglia a quello del cetriolo, forse un pochino più acidulo. Conservato in frigo resiste per una decina di giorni, ma più tempo passa più diventa amarognolo: se non ami questo tipo di sapore, mangialo subito.

Il modo migliore per mangiare il cucamelon è come mangeresti un cetriolo: in insalata, sulle bruschette, perfino sottaceto. Puoi perfino usarli per preparare cocktail belli e buoni, mettendoli nel bicchiere al posto delle fettine di cetriolo.

I cucamelon crescono anche in vaso, ma perché limitarti? Se desideri un orto tutto tuo e non hai un giardino, contatta Orti a Tutto Gas: ti aspettiamo a Borgomanero (Novara) con tanti orti pronti da coltivare.

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