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Coltivare la camomilla è un’impresa alla portata di tutti, almeno in teoria. I suoi piccoli fiori bianchi e profumati crescono ovunque, compresi i margini delle strade e le siepi abbandonate. Quanto può essere difficile farla crescere in un orto urbano?

In effetti, la camomilla è una pianta officinale che si coltiva praticamente da sola. Non fare però l’errore di prenderla sottogamba: per quanto robusta, ha anch’essa le proprie esigenze particolari.

Quando e come seminare la camomilla

Al contrario di quella di altre piante, la semina della camomilla può avvenire in piena terra. La tecnica più usata è la semina a spaglio: mischi i semi di camomilla a della sabbia e spargi il tutto sul campo. Non serve coprire i semi: basta passare un rastrello o un rullo compressore sull’area coltivata.

Non appena i semi rilevano un minimo di umidità e calore nel terreno, germinano in circa 15 giorni. Quando le piantine raggiungono i 5 cm centimetri di altezza, elimina quelle più deboli. Le piante rimaste dovrebbero essere distanti circa 20 cm l’una dall’altra. Nel pieno della fioritura, infatti, la camomilla raggiunge i 50 cm di altezza e si allarga in tanti rami pieni di fiori.

Puoi seminare la camomilla da luglio a febbraio, ma ci sono periodi migliori degli altri per farlo. I momento migliore per seminare è ad ottobre/novembre, se vivi in una zona temperata. In Piemonte e nel Nord Italia, meglio anticipare la semina a settembre. In teoria, potresti seminare la camomilla anche a inizio primavera, come consigliato da molti. In questo caso, la resa finale sarà minore.

Come effettuare la divisione dei cespi

La semina a spaglio va bene per la camomilla classica; per la camomilla romana è più comoda la divisione dei cespi. Si tratta di una tecnica usata soprattutto per piante erbacee, come l’erba cipollina o la melissa.

Per dividere i cespi devi aspettare il periodo di riposo vegetativo, quindi dopo la caduta dei fiori.

  • Estrai la pianta dal terreno e cerchi i singoli cespi della pianta.
  • Liberi i cespi cercando di non rompere le radici o di danneggiarle il meno possibile.
  • Trapianti ciascun cespo in un punto diverso del campo, affinché formi una pianta indipendente.

Come prendertene cura

Siamo abituati a vedere la camomilla solo come una pianta officinale ma, nei fatti, è una pianta infestante. A meno di non seminarla in un ambiente ostile, fa (quasi) tutto da sola. Stai attento, però: un conto è farla sopravvivere, impresa piuttosto semplice, un conto è farla prosperare.

Per avere piante rigogliose, devi coltivare la camomilla in terreni ben esposti ma protetti dalle correnti d’aria. Le folate gelide di inizio primavera possono essere la sua nemesi, specie se le piantine sono spuntate da poco. Presta attenzione anche al tipo di terriccio: la camomilla odia i terreni acidi, tra i pochi nei quali non cresce. Al contrario, prospera nei terreni calcarei e drenanti.

La camomilla sopravvive pressapoco ovunque e non teme gli eccessi di umidità nell’aria, anche se non li gradisce. L’acqua stagnante può diventare invece un grosso problema, sia per le piante piccole sia per quelle più grandi. Se il terreno è troppo bagnato, rischi che le radici marciscano e le piante muoiano. Per ridurre al minimo il rischio, innaffia le piante poco ma con regolarità.

Come nel caso della lavanda, meglio un po’ di acqua in meno che un po’ di acqua in più.

Quando raccogliere la camomilla

Per godere al pieno dei principi attivi della camomilla, raccogli i fiorellini – capolini, per essere più precisi – quando sono nel pieno del loro splendore. Il momento migliore della giornata è quando i fiori si sono schiusi da qualche ora, quindi la mattina. Luglio e agosto sono invece i mesi in cui i fiori sono più profumati.

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