Tempo di Lettura: 3 minuti

Eseguire la potatura del pomodoro nel modo corretto è il primo passo per avere frutti più grandi e gustosi. La potatura evita infatti che il nutrimento prelevato dal terreno vada disperso, aiutando le piante a concentrarlo dove serve: prima i fiori e poi i frutti. In più, eliminare rami e foglie in eccesso riduce il rischio che le piante si ammalino. Vediamo come fare.

Devo tagliare le foglie?

Le foglie servono ai pomodori e alle piante in generale, che sia chiaro: senza foglie, non c’è la fotosintesi clorofilliana e quindi non c’è la pianta. Quindi evitiamo di lasciare i nostri poveri pomodori spogli con potature troppo entusiaste. D’altra parte, eliminare un po’ di foglie non solo è possibile ma è anche utile.

Anche quando piantate a 50-70 cm l’una dall’altra, le piante di pomodoro tenderanno ad entrare in competizione per il sole. Ciò si traduce in una crescita vegetativa ricchissima, qualche volta a discapito dei frutti. Le foglie che toccano il terreno bagnato sono inoltre facile preda di malattie fungine, che colpiscono anche nei punti dove passa meno aria e si accumula più umidità.

Le foglie dei pomodori che vanno tagliate sono:

  • le foglie vicino al terreno, che fanno da ponte per i funghi e sono pressoché inutili per la fotosintesi clorofilliana;
  • le foglie gialle, che sono ormai a fine vita e si limitano a consumare energie;
  • le foglie macchiate, che sono state probabilmente colpite da una malattia fungina che si potrebbe allargare a tutta la pianta. Evita assolutamente di buttare queste foglie nel compost;
  • le foglie rotte, magari dopo una grandinata.

Come fare la sfemminellatura

Dicevamo che una vegetazione troppo ricca impedisce un corretto circolo d’aria tra le foglie, aumentando il rischio che si sviluppino malattie fungine. Un modo per ridurre quella in eccesso è anche la sfemminellatura, ovvero l’eliminazione dei rami improduttivi che spuntano tra il fusto e i rami produttivi.

La sfemminellatura inizia a maggio, quando la pianta è abbastanza grande, e va avanti finché non appassisce in inverno. Dev’essere quindi un lavoro costante, da eseguire quando le femminelle sono ancora piccole. Una volta che superano i 4 cm di lunghezza, infatti, rimuoverle diventa potenzialmente dannoso per la pianta.

Le femminelle si riconoscono sia per la posizione – nell’ascella tra il fusto e gli altri rami – sia per la direzione che prendono: se i rami produttivi puntano in orizzontale, le femminelle puntano verso l’alto.

Dato che i rametti vanno eliminati quando sono ancora piccoli, poco più che germogli, per rimuoverli basta pizzicarli con le dita. Le cesoie servono solo se sono un po’ più grandi e difficili da strappare. Dato che le femminelle sono in sostanza polloni, se sono abbastanza grandi puoi usarli anche per fare una talea del pomodoro.

Quando e come cimare i pomodori

Infine, la tecnica più classica per potare i pomodori è la cimatura. Questa consiste nel tagliare la cima della pianta, in modo da limitarne la crescita. Ciò impedisce alle varietà a crescita indeterminata di allungarsi troppo, togliendo preziosa energia a fiori e frutti.

La cimatura dei pomodori andrebbe eseguita quando la pianta ha sviluppato 4 o 5 palchi di rami e sta iniziando a fruttificare. A questo punto, è bene tagliare gli ultimi 10-15 cm di fusto e i rami che spuntano da esso. In questo modo lo sviluppo si concentra sui rami che stanno già fruttificando e i pomodori crescono più grossi e gustosi.

Il periodo migliore per eseguire questo tipo di potatura è tra luglio e agosto, quando i pomodori stanno maturando.

Cerchi altri consigli su come coltivare e potare pomodori e altri ortaggi? Iscriviti alla comunità degli orter e accedi a tanti approfondimenti! Non hai ancora un orto? Passa a trovarci e visita i nostri orti in affitto: ti aspettiamo!

Contattaci

02.54107530​
info@ortiatuttogas.it

Via Novara, 188, 28021 Borgomanero NO​