Coltivare l’orto tutto l’anno significa prendertene cura anche in inverno, in modo che sia pronto per la bella stagione. Devi quindi pulirlo, dissodarlo in modo che rimanga morbido e anche distribuire un po’ di concime. Infine, devi coprire il tutto con uno strato di pacciamatura invernale. Ebbene sì: la pacciamatura non si usa solo in estate e non serve solo a ridurre il consumo di acqua. Vediamo quindi perché e come usarla.

A cosa serve la pacciamatura invernale

Fermo restando che ci riferiamo alla pacciamatura naturale, in inverno la pacciamatura dell’orto ha due finalità:

  • proteggere il terreno;
  • fare da fertilizzante.

Le abbondanti piogge autunnali, la neve e il freddo possono penetrare a fondo nel terreno. Alla lunga, portano alla creazione di ristagni e uccidono molti dei microrganismi benefici che abitano il terriccio. Di conseguenza, il terreno diventa duro, troppo bagnato e poco fertile. Attenzione, però: questo è un problema tipico di orti urbani, come i nostri orti in affitto a Borgomanero (NO).

Nei boschi o in campagna, il fenomeno è molto meno accentuato. Gli alberi, le foglie cadute e le piante selvatiche fungono infatti da “cappotto” per il terriccio. Lo tengono al caldo senza soffocarlo e rallentano il flusso dell’acqua, evitando i problemi di cui sopra. Peccato che un orto appena ripulito sia quasi del tutto vuoto, privo quindi della protezione naturale data dalle erbacce.

La pacciamatura invernale protegge il terreno come le piante selvatiche, senza tutti i problemi legati a queste. In più, la pacciamatura naturale restituisce al terreno parte delle sostanze perse con le coltivazioni. Mese dopo mese, i materiali usati si decompongono e si trasformano in un humus 100% naturale.

Quali materiali usare per la pacciamatura naturale

Per evitare che il terreno soffochi, dovresti preferire materiali secchi e leggeri. L’erba fresca, ad esempio, tende a compattarsi e rischia di riscaldare il terreno fin troppo. Se vuoi usarla, mischiala con materiali più asciutti come le foglie secche e il compost maturo. Eviterai anche la formazione di cattivi odori, provocata quasi sempre dai batteri anaerobici. Oppure, usa la paglia.

La paglia è leggera, si decompone facilmente ed è facile da distribuire. A volte nasconde i semi di qualche pianta infestante, devi quindi fare attenzione. Una buona alternativa è la segatura, a patto che provenga da legno non trattato poco resinoso e che sia abbastanza grossa. Questo materiale ha il pregio di tenere lontane le lumache, ma tende anche ad acidificare il terreno: evita di usarlo tutti gli anni.

Se sei un neofita dell’orto, la soluzione più semplice per la pacciamatura invernale è la corteccia. Puoi trovare sacchi di corteccia già pronta, pensata proprio per questo uso. Essendo un materiale quasi inerte, è difficile che veicoli piante infestanti e/o malattie. Il suo pH è tendente al neutro, quindi non disturba l’equilibrio interno del terriccio. Di contro, si decompone lentamente ed è un fertilizzante peggiore.

Quali errori evitare quando fai la pacciamatura in inverno

Per quanto fare la pacciamatura in inverno sia utile, stai attento a non esagerare: lo strato dev’essere sempre leggero. Uno strato troppo alto rischia infatti di compattarsi e di bloccare la circolazione dell’aria, soffocando il terreno. Al più, aggiungi un ulteriore strato di pacciamatura nuova man mano che la vecchia si decompone.

Una pacciamatura invernale troppo spessa è un pericolo per tutti gli ortaggi invernali che stanno crescendo. Accumulando acqua, appesantisce il terreno e aumenta il rischio che le radici marciscano. In più, rischia di attirare lumache e topi, specie se posta vicino a degli alberi da frutto. In questi casi, meglio alleggerirla con materiali asciutti ed eliminarne una parte, se serve.

Se non hai ortaggi invernali e il terreno è a riposo, ti consigliamo di tenere il tuo orto comunque sotto controllo. Verso la fine dell’inverno, accertati che il terreno non sia troppo bagnato. Se così fosse, elimina la pacciamatura rimasta e lascia che il terriccio si asciughi un po’, prima di seminare.

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