Gli orti sinergici sono forse la forma di agricoltura naturale più famosa e diffusa, ma non la prima. Questa filosofia dell’orto nasce infatti da un altro metodo, ovvero quello elaborato negli anni ‘70 dal microbiologo e pensatore Masanobu Fukuoka.

Il metodo Fukuoka è difficile da applicare al 100%, specie in un orto domestico. In questo articolo vogliamo però offrirti qualche spunto di riflessione su un modo naturale, sano e anche filosofico di vivere l’agricoltura.

Masanobu Fukuoka: l’orto può diventare filosofia?

Fukuoka nasce come microbiologo specializzato nell’analisi del suolo e nel trattamento delle malattie delle piante. Sono gli anni ‘30 e l’allora ragazzo lavora come ricercatore scientifico in Giappone. Nonostante il ruolo di prestigio che ricopre, non è soddisfatto dei risultati che sta ottenendo: più gli anni passano, più si convince che la scienza agricola moderna sia fallata.

A 25 anni, Fukuoka molla tutto e si ritira nella fattoria di famiglia, dedicandosi alla coltivazione dei mandarini e all’elaborazione di un nuovo approccio all’agricoltura. È in questi anni che getta le basi del suo metodo.

Fukuoka definisce il suo metodo “agricoltura del Mu”, ovvero agricoltura del non fare. L’idea alla base è che la natura ha sempre fatto da sola e continuerà a farlo, principio che tornerà anche nell’agricoltura sinergica e nell’orto in permacultura. Più che un semplice insieme di tecniche agricole, si tratta quindi di una vera e propria filosofia di vita.

Il metodo Fukuoka pesca a piene mani dagli insegnamenti del buddismo zen, che insegna come la natura riesca sempre ad autoregolarsi. Nell’orto ideale, l’uomo interviene solo il minimo indispensabile e si inserisce nel ciclo naturale, senza cercare di forzarlo. Di conseguenza, l’atto stesso di fare l’orto assume una forte connotazione meditativa, che dovrebbe nutrire sia il corpo sia l’anima.

Nei fatti, come si traduce tutto questo?

I principi fondamentali dell’agricoltura naturale di Fukuoka

Noterai sicuramente una forte somiglianza con i principi fondamentali dell’orto sinergico. È normale: l’agricoltura sinergica è una rielaborazione dei principi del non fare di Fukuoka, resi popolari in Europa da Emilia Hazelip.

Secondo il microbiologo giapponese, i processi naturali forniscono al suolo tutto ciò di cui ha bisogno. Riproducendoli si può quindi organizzare un orto senza concimare, arare, eliminare le erbacce. Saranno infatti le piante stesse a restituire al suolo i principi nutritivi rubati. L’importante è portare pazienza, dato che certi equilibri richiedono anni per stabilizzarsi.

Non lavorare il terreno

Nel metodo Fukuoka il terreno non va mai arato o lavorato. Saranno i movimenti naturali delle radici e degli animali a smuoverlo e renderlo morbido. In questo modo si evita di danneggiare la microfauna e di impoverire il terreno. Inoltre, areare il terreno in modo artificiale lo rende più sciolto nell’immediato, ma fa in modo che si formino zolle ancora più dure.

Affinché il terreno sia sempre morbido, usa piante da sovescio che smuovono la terra, alberi e arbusti.

Non concimare

I concimi sono necessari solo quando il terreno viene impoverito dall’intervento continuo dell’uomo, che ostacola i processi naturali di arricchimento del terreno. Inoltre, gran parte dei problemi sorgono dalla pretesa di inserire certi tipi di colture in contesti non adatti. Ad esempio, coltivare pomodori in un terreno alcalino o soia in un terreno privo di batteri azotofissatori.

Secondo la filosofia dell’agricoltura naturale, bisognerebbe prima esaminare il sistema ambientale e poi inserirvi le piante più adatte. In questo modo le piante troveranno già tutto quello di cui avranno bisogno, senza aggiungerlo in modo artificiale.

Non eliminare né insetti né erbacce

In natura non esistono né insetti né piante dannose. Al più, esistono contesti squilibrati nei quali alcune varietà di piante non riescono a sopravvivere. A quel punto la cosa giusta da fare non è cercare di eliminare erbe spontanee e insetti in modo artificiale, danneggiando ulteriormente l’ecosistema. Piuttosto, bisogna lasciare che la natura faccia il proprio corso e adattarsi ad essa.

Nel caso di erbe spontanee come il trifoglio, abbiamo inoltre visto come possano nutrire l’orto invece che impoverirlo.

Non usare composti chimici

Infine, forse la più ovvia delle regole: non usare nessun composto chimico per nessun motivo. Il metodo Fukuoka è contrario perfino alle aggiunte naturali, come il letame o il compost. I fertilizzanti chimici sono a maggior ragione vietati nel modo assoluto, così da non intaccare il delicato equilibro della natura.

Applicare il metodo Fukuoka al 100% è piuttosto difficile, qualcuno dice impossibile. Se però vuoi tentare e cerchi un angolo verde, vieni a visitare i nostri orti a Borgomanero!

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