Iniziare un orto sinergico è forse la parte più difficile: devi preparare il terreno, progettare le aiuole, scegliere le piante. Una volta fatto tutto questo, il mantenimento è abbastanza semplice, in compenso. Nel parlare di orto in permacultura, abbiamo infatti accennato anche a questa filosofia di orto e a come si basi sul lasciar fare alla natura. In questo articolo, vedremo come partire e come continuare nel modo migliore.

Agricoltura sinergica, ovvero?

Più che una tecnica di coltivazione, l’agricoltura sinergica è una vera e propria filosofia. Tutto gira attorno all’idea che la natura se la possa cavare benissimo da sola, anche senza gli interventi continui dell’uomo. In fondo, alberi e piante fruttificano da ben prima dell’invenzione dell’agricoltura: perché non può tornare ad essere così?

Un orto sinergico è un orto che si coltiva quasi da solo. Tutto è organizzato in modo da creare un ambiente il più possibile autonomo, che richieda pochissimi interventi umani. Il lavoro vero e proprio viene lasciato a piante e insetti, che collaborano per produrre frutti abbondanti senza pesticidi né fertilizzanti.

La possibilità di applicare certi principi su larga scala è controversa. In compenso, l’agricoltura sinergica si è dimostrata più che efficace negli orti urbani di diverse dimensioni. In questi contesti, diventa un modo per rinforzare il rapporto tra uomo e natura attraverso la cura delle piante. Si creano infatti dei piccoli angoli di natura quasi “selvaggia”, che danno all’uomo ciò di cui ha bisogno senza sottomettersi ad esso.

Come preparare un orto sinergico

Come intuibile, la parte davvero complicata è realizzare un ambiente che imiti la natura ma ti fornisca ciò che desideri. Ecco perché iniziare un orto sinergico richiede una preparazione iniziale e, se possibile, l’aiuto di qualche amico fidato.

  1. Disegna le aiuole del tuo orto usando linee curve, che creino dei microclimi che si adattino alle esigenze delle varie piante.
  2. Pulisci il terreno eliminando le erbacce e i sassi troppo grossi.
  3. Realizza i bancali secondo il disegno fatto. Devono distare l’uno dall’altro almeno 1 metro, essere alti 120 cm e larghi 60 cm in cima. In questo modo le piante possono crescere in tranquillità e tuo puoi passeggiare per l’orto senza calpestare il terreno in cui crescono.
  4. Installa un sistema di irrigazione a goccia, che mantenga il terreno umido in modo costante.
  5. Semina o metti a dimora le piante comprate in vivaio.
  6. Copri il terreno con la pacciamatura, così da mantenerlo umido anche nei mesi più caldi.

Una volta fatto tutto, dovrai solo controllare che piante crescano bene, verificare che non ci siano parassiti e raccogliere i frutti.

4 cose da NON fare

Coltivare un orto sinergico significa avere ben chiaro anche cosa non fare, dato che l’obiettivo è creare un ambiente “naturale”. Ecco perché alcune pratiche considerate normali in un orto comune sono bandite dall’orto sinergico. Nello specifico, sono 4 le cose da non fare mai in un orto del genere.

  1. Smuovere il terreno, tranne che all’inizio. Sotto la superficie si nascondono infatti tante creature invisibili ma fondamentali. Quando dissodi troppo in profondità, rischi di dare loro fastidio e quindi di diminuire la fertilità del terreno.
  2. Calpestare il terreno. Più cammini su un pezzo di terreno, più lo compatti e lo indurisci. Le aiuole rialzate degli orti sinergici servono proprio ad evitare questo fenomeno.
  3. Usare concimi, per quanto naturali. Quando organizzi un ambiente il più possibile naturale, il terreno si concima da solo. La terra si riprende i resti delle piante coltivate, che lombrichi e microrganismi provvedono a processare. In questo modo ottieni un humus di lombrico al 100% naturale, senza compostiere o letame.
  4. Mettere tante piante uguali insieme. Le consociazioni evitano che le piante depauperanti impoveriscano il terreno e riducono la necessità di concimi.

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