Se hai un giardino a disposizione, l’albero di gelso è uno dei più utili da piantare: i suoi frutti si possono mangiare in mille modi diversi, mentre le foglie sono ottime per tisane; perfino le radici si possono usare per preparare dei decotti.

Vediamo come fare.

Qual è il terreno ideale del gelso

L’albero di gelso ha poche esigenze, in termini di terreno: cresce senza problemi anche in terreni calcarei e le radici sono in grado di sfruttare perfino gli inquinanti nascosti nel suolo, come mercurio e piombo. Per quest’ultima ragione, il gelso viene usato anche per purificare i terreni contaminati.

Per quanto il gelso sia adattabile, però, i risultati migliori si ottengono piantandolo nel suo terreno ideale. Nello specifico:

  • ricco di materia organica;
  • con pH neutro;
  • povero di argilla, che renderebbe il terreno troppo denso per le radici.

Quando decidi di trapiantare il tuo albero di gelso, lavora per bene il terreno e assicurati che sia morbido e privo di ristagni. Dopodiché, aggiungi letame maturo o compost.

Piantare l’albero di gelso

Il terreno è pronto: puoi procedere con il trapianto vero e proprio.

  1. Scava un buco due volte più largo delle radici e abbastanza profondo da poterle accogliere comodamente.
  2. Spargi concime sul fondo del buco. Assicurati che sia maturo, per evitare che danneggi le radici in fase di decomposizione.
  3. Se l’alberello è a radice nuda, ovvero senza una sua zolla di terra, immergi le radici in una soluzione di: acqua, letame maturo o stallatico, terra. Lascialo immerso per 30 minuti circa: aiuterà le radici a reidratarsi, favorendo l’attecchimento successivo.
  4. Assicurati che l’albero sia dritto e al centro del buco. Le radici dovrebbero essere ben stese, senza essere contorte o piegate.
  5. Riempi il buco con il terreno rimosso, assicurandoti che non si formino sacche d’aria.
  6. Nei giorni successivi, innaffia abbondantemente: aiuterà il terreno a compattarsi intorno alle radici e favorirà l’attecchimento.

Quanto irrigare il gelso

Il gelso ha esigenze idriche abbastanza modeste: dopo il primo periodo di irrigazioni regolari, è in grado di reperire acqua anche in profondità. Durante quasi tutto l’anno, l’unica irrigazione necessaria è quella proveniente dalla pioggia.

In estate, se il tempo è particolarmente asciutto e caldo, assicurati di innaffiare quel tanto che basta da mantenere il terreno umido. Occhio a non esagerare: troppa acqua potrebbe provocare marciumi alle radici.

Come concimarlo

Il gelso va concimato ogni anno, per integrare la materia organica persa e garantire una buona produzione di frutti. I concimi migliori sono letame e stallatico, che andrebbero incorporati nel terreno intorno alle radici a inizio inverno. In questo modo, il terreno ha tutto il tempo di assorbire i nuovi nutrienti per restituirli alla pianta a inizio primavera.

Il letame è una buona scelta in quanto equilibrato, dato che contiene sia la materia organica sia i macronutrienti principali. Se però il terreno è povero di micronutrienti non contenuti nel letame, innaffialo ogni 20 giorni con del macerato di ortica da mischiare in 20 parti di acqua.

Potatura

Per garantire un buono sviluppo dei frutti e ridurre la proliferazione delle malattie, il gelso andrebbe potato regolarmente. In questo modo elimini i rami inattivi, favorisci la circolazione dell’aria e anche la penetrazione della luce solare.

Il momento migliore per potare il gelso è a fine autunno o a fine inverno: l’importante è evitare sia i mesi più freddi sia quelli della ripresa vegetativa. Inoltre, la regola d’oro è non tagliare mai più del 30% dei rami di un albero. Detto questo, il gelso è una pianta robusta e che cresce in fretta, quindi tollera bene anche eventuali errori di potatura.

Quando poti il gelso, inizia eliminando i rami secchi e malati. Dopodiché, elimina i rami che si sovrappongono, così da far passare meglio la luce ed evitare che l’umidità ristagni dentro la chioma. Infine, taglia circa un terzo dei rami di diametro maggiore.

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