Quando fa freddo, l’ultimo modo per coltivare alcune piante è usare una serra. In gran parte dei casi, si tratta di una semplice serra da balcone, utilizzabile al massimo per seminare e per coltivare qualche insalata. Anche in questo caso, però, per far crescere bene quelle poche piante è fondamentale regolare l’umidità all’interno della serra.

Ecco come.

Quanta umidità serve in serra

Troppa umidità fa male alle piante: stimola l’insorgere di muffe e di malattie fungine come il mal bianco o il marciume basale. Inoltre, nell’aria stantia e umida le spore viaggiano con enorme facilità, trasformando la malattia di una singola pianta in una pandemia.

Se l’eccesso di umidità fa male, anche la carenza può diventare un problema. Lo vediamo quando portiamo alcune piante in appartamento: il riscaldamento provoca correnti di aria secca che possono fare male alle piante, specie se vengono sistemate nelle vicinanze dei termosifoni. Per alcune piante, questo può essere quasi più letale del freddo.

A seconda del tipo di pianta, dentro una serra dovrebbe esserci tra il 50% e il 70% di umidità; alcune piante possono tollerare fino all’80% di umidità. Sopra e sotto questi livelli, le piante soffrono.

Come misurarla

Per misurare l’umidità dentro la serra ti basta un termometro digitale da pochi euro. I modelli oggi in commercio sono senza fili e misurano sia la temperatura sia l’umidità: sistemane uno dentro la serra e controllalo ogni volta che ti occupi delle piante.

Come evitare la condensa

Di solito, la condensa si forma quando l’umidità dentro la serra raggiunge il 100%; questo punto, l’acqua presente nell’aria si raccoglie in goccioline e torna alla forma liquida. Quando fa freddo, però, la condensa si forma anche con livelli di umidità inferiori.

L’unico modo per evitare la condensa è ventilare la serra. La principale fonte di umidità è infatti la traspirazione delle piante: se tieni la serra sempre chiusa, questa continua ad accumularsi all’infinito o quasi. Evitare il sovraffollamento della serra riduce il problema, ma non lo evita del tutto.

Come visto nell’articolo dedicato a come coltivare in serra, il modo più semplice per ventilare è aprire la serra circa 3 volte a settimana. Se le aperture sono distribuite lungo tutto la serra, tanto basta per cambiare l’aria stantia e umida. Certo, questo metodo espone le piante a bruschi cambi di temperatura, che potrebbero fare loro male.

Se ti senti un po’ più tecnologico, puoi optare per un piccolo sistema di ventilazione. In commercio trovi ventole che costano poche decine di euro, facili da montare e perfette anche per una serra da balcone. Questa soluzione è sicuramente più costosa, ma evita gli sbalzi di temperatura e mantiene l’umidità interna costante.

Come aumentare l’umidità

Qualche volta, il problema può essere quello opposto: l’aria dentro la serra è troppo asciutta e le piante soffrono.

Per evitare questo problema, tieni sempre d’occhio l’irrigazione delle piante: se l’aria è troppo asciutta, è probabile che tu stia innaffiando poco le piante; se è così, il terreno asciutto e le piante assetate non hanno abbastanza acqua e quindi non ne liberano nell’aria. In questo caso, basta innaffiare le piante un po’ più spesso.

Se l’aria è asciutta nonostante l’irrigazione regolare? Qualcuno usa anche degli spruzzini per vaporizzare acqua sulle piante. Può funzionare sul momento, ma è una soluzione poco duratura. Piuttosto, sistema delle vaschette piene d’acqua negli angoli della serra. Quando le vaschette sono aperte, l’acqua al loro interno può evaporare e aumentare l’umidità nell’aria. Se l’umidità aumenta troppo, ti basta chiudere le vaschette o toglierle.

Se cerchi una soluzione più tecnologica, puoi acquistare un mini umidificatore per ambienti. Queste macchine misurano l’umidità nell’aria e, al bisogno, rilasciano vapore acqueo nell’aria; una soluzione consigliata soprattutto per le piante più delicate.

Rimani aggiornato, iscriviti alla newsletter