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Il compost

Perché fare il compost?

Produciamo circa 400 kg di rifiuti a testa all’anno ed il 25% di essi sono rifiuti alimentari: il compost è un buon modo di fare economia circolare riutilizzando uno scarto per ottenere un prodotto utile.

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Quali sono i materiali di partenza ovvero che cosa buttare nel cumulo

I materiali organici sono la base per la produzione del compost, vanno bene anche anche carta e cartone (purché non siano presenti colle potenzialmente tossiche per i microorganismi che presiederanno il processo di trasformazione) perché contengono carbonio, che è il costituente principale dell’humus.

Le maggiori quantità di carbonio carbonio si trova nelle parti più rigide delle piante, per la presenza in queste di lignina, ma il carbonio da solo non basta serve anche l’azoto che è la frazione proteica delle sostanze organiche. Nel compost il carbonio deve essere prevalente. Il rapporto tra carbonio ed azoto varia da sostanza a sostanza. Il rapporto ottimale per il compost dovrebbe essere compreso tra 20 e 40.

Nei compost domestici di solito c’è una prevalenza di carbonio che deriva spesso dalla sfalcio del prato o dalle piante esauste estirpate dall’orto. Solo gli scarti vegetali molto freschi contengono un buon quantitativo di azoto. Se dovessero latitare può essere utile unire al cumulo dei concimi organici (pollina, letame). Con la loro presenza si provoca un’accelerazione del processo di trasformazione. Inoltre si ottiene un compost più ricco.

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Che cosa evitare nel cumulo

Alcuni scarti organici possono provocare una riduzione dell’attività dei microorganismi che presiedono il compostaggio. E’ bene che questi prodotti entrino nel cumulo solo in quantità limitate. Si tratta delle bucce di agrumi che contengono oli essenziali batteriostatici, le foglie di noce e di castagno, troppo ricche di tannini anch’essi batteriostatici, gli aghi di conifere che tendono a provocare l’acidificazione della massa sbilanciando l’equilibrio dei microorganismi.

Un’altra cosa da evitare è l’omogeneità dei prodotti da compostare. Più elementi diversi immettiamo nel cumulo, meglio è. La matrice deve essere la più varia possibile perché la varietà favorisce la vita nel compost (come nella vita degli umani). Il trucco, quindi, è diversificare. L’unica eccezione a questa regola è lo sfalcio dei prati, perché questi, di solito, sono costituiti da essenze diverse.

Da evitare anche gli scarti animali perché richiamano altri animali (topi, ecc).

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Che cosa serve oltre agli scarti

Oltre ai rifiuti organici servono una sufficiente presenza di ossigeno (aria) ed acqua. Se in autunno, inverno e primavera, almeno per i cumuli scoperti e all’aperto non è un problema garantire una sufficiente umidità (caso mai il rischio è quello di un eccesso di acqua), in estate può essere necessario bagnare periodicamente il cumulo in modo moderato, ma senza esagerare per evitare di compattare la sostanza organica con il rischio dio allontanare l’aria.

Il materiale inserito nel cumulo deve comunque permettere il passaggio dell’aria. Alcuni accorgimenti permettono di rendere più adatti i materiali al compostaggio. Ad esempio l’erba appena falciata invece a compattarsi, allora è meglio attendere che si sia parzialmente essiccata prima di buttarla nel cumulo; i residui legnosi che faticano ad essere attaccati dai microorganismi possono essere ridotti in cippato per favorire il processo di compostaggio.

Si deve ricordare sempre che il cumulo ha bisogno di ossigeno: quindi nei composter chiusi bisogna rivoltarlo almeno una volta alla settimana, per evitare il compattamento della massa e la formazione di cattivi odori indicatrice dell’insufficiente presenza di ossigeno.

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Come avviene il processo di compostaggio

Il compostaggio si avvia con la fase di bio-ossidazione. La sostanza organica morta viene aggredita da organismi (per lo più batteri) che la usano per alimentarsi. Tale processo richiede aria ed acqua. Se mancano aria ed acqua il processo di trasformazione non avviene. Il costipamento del materiale organico morto e gli eccessi di acqua possono portare a mancanza di aria che indirizza la trasformazione della sostanza organica verso fenomeni di marcescenza invece che di compostazione.

Durante la loro attività i microorganismi producono energia e fanno aumentare la temperatura del cumulo che può arrivare anche a 60-70°C . Se si riesce a mantenere tale temperatura per 7-8 giorni è garantita la devitalizzazione dei semi presenti nel cumulo.

Al termine di questa fase inizia il processo di maturazione (seconda fase). La temperatura comincia a diminuire e si avvia un processo di degradazione più lento con i microorganismi che, esaurita la parte più fermentescibile, iniziano a trasformare molecole più complesse, come la cellulosa e la lignina.

La terza fase è la ricostruzione: il compost in questa fase si elabora completamente e si ricostituisce; si formano le lunghe molecole di humus stabile che caratterizzano un compost di qualità. Quando queste molecole si mineralizzeranno libereranno sostanze utili per le piante.

In questa fase possono comparire nel cumulo i lombrichi rossi che permettono un’ulteriore rielaborazione del compost, dando luogo ad un fertilizzante particolarmente pregiato: il vermicompost.

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Quanto tempo occorre per ottenere il compost

Nai cumuli fatti all’aperto delimitati da reti o da legno serve circa 1 anno per ottenere il compost senon si rivolta mai il cumulo; questo tempo si riduce a 6-8 mesi se il cumulo viene rivoltato regolarmente soprattutto nella prima fase del compostaggio.

Per verificare se il compost è maturo, se ne prende una manciata e si semina generalmente del crescione: se germina nei tempi previsti, significa che il compost è maturo.

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Coompost Domestico – Orti a Tutto Gas

Consigli per migliorare gli effetti del compost

Usare un compost più fresco riduce l’incremento di sostanza organica nel terreno, ma rende l’azoto più prontamente disponibile per le piante, perché le molecole sono meno complesse e diventano più velocemente utilizzabili dalle piante. Questo utilizzo è consigliabile quando si coltivano piante con alte esigenze nutritive come i finocchi, i cavoli e il sedano) è consigliabile.

Il compost può essere “potenziato” aggiungendo al cumulo delle sostanze che contengono alcuni minerali utili nella crescita delle piante. Per aumentare il contenuto in fosforo si possono aggiungere al cumulo fosforiti, per il potassio solfato potassico o, più frequentemente, la cenere, per il calcio litotamnio, per il magnesio basalto o rocce basaltiche. Durante il compostaggio questi elementi vengono parzialmente o totalmente trasformati e organicati. In tal modo diventano più disponibili per le piante.

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