Chi si affida a Orti a Tutto Gas non ha la necessità di coltivare senza acqua: tutti i terreni sono dotati di allacciamento idrico e serbatoio, pronti per affrontare anche le giornate più assolate. Usare meno acqua possibile può però essere una scelta, come abbiamo visto nell’articolo dedicato al tema.

In questo articolo approfondiremo la questione, vedendo cosa coltivare in un terreno senza acqua. Non tutti gli ortaggi hanno le necessità idriche dei pomodori o delle zucchine, infatti. Se vuoi mantenere un orto a impatto (quasi) zero, puoi scegliere fin da subito piante dell’orto che vogliono poca acqua.

Ceci

I ceci sono le piante che meglio di tutte resistono alla siccità. Grazie alle loro lunghe radici, possono recuperare acqua perfino dai terreni aridi e sabbiosi. Si sono adattati così bene alla mancanza d’acqua, da non sopportare più i terreni che definiremmo “buoni” per la coltivazione. Il terreno ideale per i ceci è quindi privo di zolle ma povero, concimato al più con un po’ di fosforo e potassio.

Semina i ceci tra febbraio e aprile. Le piogge primaverili forniranno tutta l’acqua necessaria affinché germino. Dopodiché, non ti resta che eliminare eventuali erbacce e tenere d’occhio lo sviluppo delle piante.

Lenticchie

Le lenticchie sono anch’esse piante dell’orto che vogliono poca acqua. Crescono bene pressapoco ovunque e germogliano con facilità, come ci hanno insegnato i lavoretti con il cotone idrofilo. Come i ceci, anche le lenticchie sono dotate di radici profonde ed estese, che assorbono l’acqua dagli strati meno superficiali del terreno. Al contrario di questi, però, le lenticchie tollerano anche terreni un po’ fertili; evita comunque di esagerare con il concime.

La semina della lenticchia si concentra nel mese di marzo e avviene direttamente in pieno campo. Anche in questo caso, le piogge primaverili sono più che sufficienti per il sostentamento iniziale delle piantine.

Fagioli

Come avrai intuito, i legumi sono in cima alla lista di cosa coltivare in un terreno senza acqua. I fagioli, come i ceci e le lenticchie, tollerano la siccità e crescono bene anche in condizioni avverse. Attenzione, però, a non confonderli con i fagiolini. I fagiolini sono fagioli che si consumano con tutto il baccello e, diversamente dalle varierà da sgranare, hanno bisogno di molta acqua.

I fagioli da sgranare devono essere innaffiati solo al momento della fioritura, ogni 7-10 giorni circa a seconda della varietà. Passato questo periodo, crescono benissimo anche senza acqua o quasi. Se non sta piovendo da diverse settimane e le piante sembrano sofferenti, innaffiale con moderazione nelle prime ore del giorno.

Aglio

L’aglio è una pianta che ha bisogno di poca acqua e, anzi, teme i terreni troppo umidi e pesanti. I terreni migliori sono quelli drenanti e leggeri, che rimangono abbastanza asciutti anche nei periodi più piovosi. In questo modo i bulbi possono superano indenni le piogge autunnali e primaverili, senza incorrere in ristagni idrici.

L’aglio va coltivato a fine autunno o a febbraio e germoglia a inizio primavera. Le piogge spontanee sono più che sufficienti e teme le irrigazioni troppo frequenti, che potrebbero far marcire i bulbi.

Rucola

Chiudiamo con la rucola, la pianta con le esigenze idriche maggiori tra quelle presentate. Pur essendo una pianta che richiede poca acqua, è molto più esigente dei legumi. Il terreno della rucola dev’essere sempre un minimo umido, anche se non fradicio. Puoi quindi cavartela con le normali piogge di stagione e con una buona pacciamatura, che tratterrà l’umidità nel terreno senza che tu debba innaffiare.

La rucola va seminata a spaglio, preferibilmente in primavera o in autunno. Assicurati che il terreno sia morbido e umido e, se vuoi ridurre ancora di più l’uso dell’acqua, procurati semi di rucola selvatica. Quest’ultima è infatti un’insalata resistente alla siccità, in grado di crescere anche in terreni sassosi e senza di acqua.

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