Tempo di Lettura: 3 minuti

Abbiamo accennato al decotto di equiseto nell’articolo dedicato alle malattie della zucchina. Grazie all’alto contenuto di acido silicico, il decotto aiuta a prevenire e qualche volta curare le malattie fungine. Dove si trova però questa pianta misteriosa e come si prepara il decotto delle meraviglie?

Cos’è l’equiseto e dove si trova

L’equiseto o erba cavallina è una pianta spontanea, un’erbaccia per essere più precisi. Lo puoi riconoscere per il lungo stelo verde, da cui spuntano tante foglie sottili simili a crini di cavallo e dall’alto potere abrasivo. A seconda della varietà, le piante possono misurare pochi centimetri o addirittura metri.

Essendo un’erba spontanea e infestante, ti sconsigliamo di coltivarla nell’orto: in pochissimo tempo, ne avresti fin troppo da gestire. Piuttosto, approfitta delle belle giornate estive per cercarlo sulle rive di fossi e laghi. L’equiseto cresce infatti nei terreni umidi e argillosi, spuntando in primavera e morendo in autunno, dopo aver rilasciato le spore. Raccoglilo a inizio giornata, possibilmente tra luglio e agosto, dopodiché lascialo essiccare per 15 giorni circa in un luogo asciutto.

Se non hai laghi nelle vicinanze, cerca online o in vivaio l’equiseto essiccato. Viene venduto sia in pezzi sia in polvere, pronto da usare. Se non dovessi trovare l’equiseto specifico per l’orto, puoi usare anche l’equiseto alimentare. Costerà un pochino di più, ma potrai usarlo anche per prepararti delle ottime tisane.

Come preparare e usare il decotto di equiseto

Per preparare il decotto di equiseto ti servono:

  • 300-400 grammi di equiseto secco o 1,5 chili di equiseto fresco;
  • 10 litri di acqua.

Fai bollire a fiamma bassa per circa un’ora, dopodiché lascialo raffreddare per 24-48 ore. Questa piccola fermentazione aiuta la pianta a rilasciare tutto l’acido silicico che contiene, così da aumentare l’efficacia del decotto. Passato questo lasso di tempo, filtra tutto.

Il decotto va sempre usato diluito: usa 1 parte di decotto per 10 parti di acqua tiepida. I trattamenti vanno ripetuti ogni 15-20 giorni, meglio se in giornate non troppo umide e nelle ore più fresche. Puoi usare il decotto di equiseto in questi due modi:

  1. nebulizzalo sulle piante per prevenire malattie fungine;
  2. versalo sul terreno per prevenire il marciume apicale.

Grazie all’acido silicico, l’equiseto rinforza i tessuti delle piante e li rende meno sensibili a queste malattie. Ecco perché è efficace soprattutto come trattamento preventivo, mentre lo è un po’ meno come cura vera e propria.

Posso usare anche il macerato di equiseto?

Una soluzione un po’ meno efficace è il macerato di equiseto, che non richiede cottura ma contiene un po’ di principio attivo in meno. Le dosi sono le stesse del decotto, ma devi lasciarlo a riposare per circa 7 giorni. Verso la fine della settimana, il composto dovrebbe formare una schiuma in superficie che indica la fermentazione in corso.

Anche in questo caso, ricorda di filtrare e diluire il macerato secondo le proporzioni viste sopra.

Come conservare il decotto di equiseto

La soluzione migliore è sempre conservare l’equiseto essiccato e preparare il decotto ogni volta che serve. Se però ti è rimasto un po’ di decotto e non ti va di buttarlo, assicurati di averlo filtrato bene e versalo in una bottiglia scura pulita. Conserva la bottiglia in un luogo asciutto e fresco, dove non arrivi il sole diretto.

Potenzialmente, si potrebbe conservare anche per mesi, ma ti consigliamo di usarlo il prima possibile.

Ortaggi più sani e belli!

L’equiseto è una soluzione naturale per mantenere l’orto in salute, anche se è sempre bene non esagerare. Non superare le dosi consigliate sopra e ricorda sempre di diluire il decotto. Se la pianta è sofferente, interrompi il trattamento. Se c’è già un’infezione in corso, valuta se non sia il caso di usare la poltiglia bordolese.

Non hai un orto nel quale testare il decotto di equiseto? Prendi uno dei nostri orti in affitto!

Contattaci

02.54107530​
mail@vargas.it

Via Novara, 188, 28021 Borgomanero NO​