L’orto bioattivo è una delle tante forme di coltivazione naturale che sono nate nel corso degli anni. Sulla scia del metodo Fukuoka, promuove un’agricoltura del “non fare” che lasci il più possibile spazio alla natura.

Secondo i sostenitori dell’orto bioattivo, il risultato è un raccolto più ricco e anche più sano. Le verdure coltivate in questo modo non sono solo più gustose, ma anche più ricche di sostanze benefiche.

A cosa sarebbe dovuta questa “magia”?

Cos’è un terreno bioattivo

L’idea alla base è tutto sommato sempre la stessa: un terreno incolto è naturalmente fertile grazie alla sostanza organica e alle piante spontanee che lo arricchiscono. Con i suoi interventi l’uomo elimina buona parte di questi fattori, riducendo così la fertilità del terreno. Nel tentativo di ripristinarla, è costretto a usare concimi e fertilizzanti che in natura sarebbero inutili.

La filosofia dell’orto bioattivo parte da qui, ma si concentra sulla popolazione invisibile che abita il terreno: microrganismi, insetti, lombrichi. Sono loro che accelerano la decomposizione della materia organica, smontandola in pacchetti di nutrienti per le piante. Sono sempre loro che contrastano le spore responsabili delle malattie fungine, proteggendo le piante. Insomma, sono loro che rendono un terreno fertile.

Il problema si presenta quando lavoriamo il terreno e disturbiamo questa popolazione invisibile. La cosa migliore sarebbe invece non lavorare il terreno e dargli il necessario per stimolare lo sviluppo dei microrganismi. In questo modo il terreno diventa “bioattivo”, ovvero ricco di microrganismi buoni per le piante.

Quali sono le differenze con l’orto sinergico

Se conosci la filosofia dell’orto sinergico, avrai già notato dei punti in comune. L’orto bioattivo è infatti figlio dell’orto sinergico, con il quale condivide l’uso dei bancali e la filosofia del “non fare”. Si tratta però di una coltivazione più elaborata, in qualche modo anche più scientifica.

Quando realizzi un orto bioattivo, la prima cosa da fare è predisporre la proliferazione dei microrganismi nel terreno. Ciò significa che non puoi accontentarti di rompere le zolle e preparare i bancali, come succede invece nell’orto sinergico. Al contrario, devi arricchire il terreno dell’orto con sabbie vulcaniche e cippato compostato. Si tratta quindi di un procedimento più complesso e anche più costoso.

L’altra differenza è la necessità di arricchire il terreno bioattivo nel corso degli anni, seppure senza usare concimi. Invece di fare la classica concimazione di fondo, l’agricoltore bioattivo aggiunge funghi micorrizici e microrganismi effettivi. Questi creano un rapporto simbiotico con le piante, aiutandole ad assorbire i nutrienti dalla materia organica decomposta e proteggendole dalle malattie.

Come realizzarlo

Per realizzare un orto bioattivo devi prima di tutto ricreare un terreno simile a quello della foresta, quindi ricco di materia organica e pullulante di vita. Nel realizzare i bancali devi arricchire il terriccio con:

  • sabbia vulcanica, che alleggerisce il terreno e al contempo trattiene l’umidità;
  • cippato compostato, che dà materia organica ed è ricco di microrganismi;
  • humus e compost, per fornire una prima fonte di materia organica;
  • micorrize, funghi che formano un rapporto simbiotico con le radici e ne stimolano lo sviluppo;
  • microrganismi effettivi, che puoi comprare o produrre in casa.

Come puoi vedere, gli ingredienti sono tanti. Una volta messi insieme, però, l’orto non richiederà più né lavorazioni né concimazioni. Sarà sufficiente usare una pacciamatura di cippato di ramaglie fresche: le ramaglie trattengono l’acqua e riducono il numero di innaffiature necessarie e, una volta decomposte, restituiscono materia organica al terreno.

Circa una volta al mese, innaffia con acqua addizionata con bokashi tea o compost tea: fornirà al terreno nuovi microrganismi, consolidando il lavoro fatto all’inizio.

Se resisterai alla tentazione di zappare il terreno e di metterci mano, nel giro di poco avrai bancali pieni di terriccio fertile e tanti ortaggi da raccogliere.

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