Tempo di Lettura: 5 minuti

Alcuni animali sono polifagi, cioè possono danneggiare numerose colture.

Ecco come possiamo difendere il nostro orto e la nostra frutta dalle lumache, dai calabroni e dagli uccelli.

[su_members message=”Gentile utente stai accedendo ad una sezione riservata del nostro sito per la quale è necessario registrarsi. Per poter leggere tutto l’articolo devi registrarti con il tuo account facebook o inserendo la mail. Prego clicca  %login%.” color=”#ffcc00″ login_text=”login” login_url=”” class=””]

Limacce

Difesa da Lumache, Uccelli e Fauna Varia 1

Questi animali appartengono alla classe dei gasteropodi e possono avere colori e dimensioni molto diverse, ma tutti hanno il corpo mucillaginoso e privo di zampe. Quelli più dannosi nell’orto si distinguono dalle chiocciole per l’assenza del guscio.

Durante la giornata si riparano nel terreno in zone ombreggiate e umide; al tramonto si spostano per nutrirsi. Tornano poi al riparo al sorgere del sole.

Le limacce sono polifaghe e si nutrono di foglie, provocando rosure, e di giovani piantine. In un giorno sono in grado di consumare fino al 50% del loro peso.

Sono favorite da condizioni di elevata umidità dell’aria e del terreno, temperature miti e bassa luminosità.

Cure colturali e pratiche di prevenzione

L’applicazione al terreno o sulle foglie di preparati a base di felce e/o di rabarbaro contribuisce a ridurre i danni causati da questi parassiti, ma non sempre questa azione è risolutiva.

La creazione di barriere protettive impedisce alle lumache di raggiungere gli ortaggi, ma non sempre si tratta di un rimedio è efficace. L’uso di sostanze in grado di assorbire acqua come la calce o la cenere funziona solo quando le piogge non sono intense, quindi perde efficacia proprio quando servirebbe di più, mentre la realizzazione di recinti in lamiera zincati alti fuori terra almeno 70 cm è efficace, ma poco funzionale all’esecuzione di altre operazioni nell’orto.

Buoni risultati nel contrasto alle limacce si possono ottenere con la preparazione di trappole di vario tipo. Il metodo più semplice è quello di lasciare nell’aiuola assi di legno, sottovasi, sacchi o qualsiasi altro materiale in grado di dare rifugio alle limacce e poi passare a raccoglierle al mattino. Un po’ più complicata la messa in opera di trappole a base di birra. Bisogna interrare dei bicchieri di plastica contenenti due dita di birra con l’avvertenza di lasciare il margine superiore del bicchiere a filo con il terreno. Le lumache attirate dall’odore della birra entrano nel bicchiere e restano intrappolate. Successivamente possono essere raccolte. Dopo la raccolta le limacce vanno distrutte, perché quelle liberate nei prati vicini all’orto torneranno ad insidiare le coltivazioni.

Interventi di lotta

Negli appezzamenti più grandi o se si ha poco tempo per verificare quotidianamente le trappole, è possibile distribuire prodotti a base di ortofosfato di ferro (si distribuiscono come un concime) che sono molto efficaci nel controllo delle limacce, sono innocui per gli animali a sangue caldo e non presentano controindicazioni per l’ambiente

Nella difesa dalle limacce si può utilizzare un organismo utile distribuendo sul terreno un preparato a base del nematode Phasmarhabditis hermaphrodita che assicura buoni risultati nel controllo dei questi parassiti. L’impiego del nematode non richiede il possesso dell’autorizzazione all’acquisto e all’impiego dei fitofarmaci.

Uccelli

Difesa da Lumache, Uccelli e Fauna Varia 2

Gli uccelli danneggiano prevalentemente i frutti maturi, ma possono rivolgersi anche ai semi e alle piantine da trapianto appena messe a dimora. Le specie più dannose sono merli e storni, in particolare gli assembramenti di storni migranti puntano quasi esclusivamente l’uva. Più lo stormo è consistente e più il danno è rilevante.

I danni possono essere causati anche da altri volatili come i tordi, le passere, i colombi.

I frutti (ciliegie, mele, uva, ecc.) possono essere beccate sul posto oppure venire prelevati e trasportati col becco in un luogo appartato o nel nido per cibare se stessi o la prole. Lo stesso accade con i semi e le piantine.

Gli spaventapasseri rappresentano un sistema tradizionale ed efficace per tenere lontani, almeno subito dopo la loro collocazione, gli uccelli. Agiscono come dissuasori visivi o ottici e, nel solco di questa tradizione si usano anche i palloni terrifici, le strisce riflettenti, gli aquiloni con forme che ricordano i rapaci, ecc. Tutti questi mezzi vanno installati solamente quando i frutti sono prossimi alla maturazione (o subito dopo semina o trapianto) o appena si notano i primi danni, perché gli uccelli si abituano presto alla loro presenza. Per lo stesso motivo dopo che hanno svolto il loro ruolo i mezzi dissuasivi devono essere immediatamente disattivati o ritirati. Nei frutteti l’installazione di punti di abbeverata può contribuire a ridurre i danni, perché in alcuni casi gli uccelli si nutrono dei frutti per bere più che per nutrirsi.

Una soluzione definitiva è la copertura delle colture con reti o teli che impediscono ai volatili di raggiungere e danneggiare i frutti.

Infine, la presenza in prossimità dei frutteti di siepi costituite da essenze, come l’evonimo, il caprifoglio, il corniolo, il sanguinello, il crespino, il sambuco nero, il sorbo degli uccellatori, la frangola, la lantana e altre piante che maturano in concomitanza con le mele e altri frutti, distoglie gli uccelli dal danneggiare le coltivazioni.

Vespe e calabroni (Vespa spp.)

Difesa da Lumache, Uccelli e Fauna Varia 3

Le vespe sono insetti sociali lunghi da 10 a 50 mm con il corpo bruno o nero a strisce gialle. Il calabrone (Vespa crabro) è la più grande vespa sociale presente in Europa.

Vespe e calabroni si nutrono del nettare dei fiori e di piccoli insetti, ma alla fine della stagione estiva ricercano gli zuccheri disponibili nei frutti, in particolare in quelli già lesionati da altre avversità. Le vespe muoiono al sopraggiungere dei primi freddi.

Oltre al danno arrecato alla frutta la presenza di vespe e calabroni sulle piante vicino alle abitazioni rappresenta un pericolo per gli uomini, perché la puntura di questi insetti può scatenare forme allergiche anche gravi.

E’ possibile ridurre i danni eliminando tempestivamente tutti i frutti danneggiati per qualsiasi causa, perché la presenza di lacerazioni nei frutti rende facilmente disponibile gli zuccheri  attirando questi insetti.

Questa pratica, di solito, è sufficiente ad evitare la presenza di vespe e calabroni, ma in alcuni casi e su alcuni frutti (ad esempio i fichi) potrebbe non bastare. Si può allora procedere alla loro cattura massale con trappole innescate con attrattivi alimentari evitando così la presenza di vespe e calabroni sulle piante vicino alle abitazioni.

Le trappole possono essere ottenute tagliando una bottiglia di plastica e girando la parte superiore verso l’interno in modo da realizzare una specie di imbuto. Per attirare vespe e calabroni si versa poi nella bottiglia mezzo litro di acqua, 3 cucchiai di zucchero o miele e un bicchiere di aceto di vino rosso oppure mezzo litro di birra e 2 cucchiai di zucchero o miele.


Difesa da Lumache, Uccelli e Fauna Varia 4

Tratto da “Curare gli alberi da frutto senza chimica” di Francesco Beldì

Per acquistare il libro clicca sulla copertina qui a fianco o nel link in basso

https://www.terranuovalibri.it/libro/dettaglio/francesco-beldi/curare-gli-alberi-da-frutto-senza-chimica-9788866811220-235940.html

[/su_members]