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L’orto modulare è una tecnica che sta prendendo piede ovunque ci siano: voglia di verde; poco spazio a disposizione; poco tempo a disposizione. La creazione di moduli consente infatti di sfruttare spazi inutilizzati sul balcone e in giardino, che altrimenti rimarrebbero incolti. Permette anche di creare tanti piccoli orti da gestire separatamente, secondo le esigenze e le possibilità del momento.

In questo articolo faremo un piccolo viaggio nel mondo degli orti modulari, per vedere come sono fatti e come riprodurli anche a casa tua.

Com’è fatto un modulo?

Il primo errore è pensare che ciascun modulo debba corrispondere a una singola varietà di piante. Puoi farlo, ma vanificheresti buona parte dei tuoi sforzi per ottimizzare spazio e tempo. La divisione in moduli va infatti a braccetto con approcci figli del metodo Fukuoka, come l’agricoltura sinergica.

Il singolo modulo è:

  • rialzato, per mantenere la terra morbida e facilitare la separazione con gli altri moduli;
  • delimitato da camminamenti o da vere e proprie barriere;
  • coltivato con almeno 3 varietà di piante, nello spirito dell’orto sinergico.

L’approccio policulturale infatti:

  • impoverisce meno il terreno, dato che puoi mettere insieme piante depauperanti e piante miglioratrici;
  • riduce la mole di lavoro, dato che puoi accostare piante che si proteggono a vicenda e si arricchiscono a vicenda, come il tagete e altri fiori da orto;
  • consente di sfruttare gli spazi tra le piante grandi per coltivare piante piccole.

In teoria, il singolo modulo può essere grande quanto vuoi, a seconda dello spazio a disposizione. Di fatto, la cosa migliore sarebbe poter lavorare su un modulo in un singolo ritaglio di tempo. Dovresti essere in grado di prenderti cura di tutte le piante dentro il modulo, senza essere costretto a fermarti a metà lavoro.

Come separare i moduli dell’orto

Di per sé, un modulo è solo uno spazio finito che fa da mini-orto: non è tassativo che sia fatto in un modo piuttosto che in un altro. I bancali tipici degli orti sinergici sono perfetti in tal senso, essendo sopraelevati e ben separati tra loro. Non sono l’unico modo per realizzare un orto modulare.

I cassoni degli orti rialzati sono l’altra espressione classica dell’orto modulare e, probabilmente, sono anche la soluzione più economica dopo i bancali. Puoi realizzarli a partire dal legno riciclato, con tutti i vantaggi che questo comporta. In alternativa, puoi usare sassi recuperati mentre preparavi il terreno, cocci di vasi rotti, perfino pezzi di lamiera.

Se sei disposto a spendere qualche soldo in più, puoi trovare kit pensati appositamente per l’orto modulare. Assomigliano ai cassoni di cui sopra, ma sono realizzati in plastica e sono smontabili. Ciò significa che puoi dare loro la forma che vuoi, dal classico rettangolo fino ai triangoli. In questo modo recuperare gli angoli diventa molto più facile e puoi cambiare forma al tuo orto di anno in anno.

Infine c’è la soluzione meno versatile, ovvero le aiuole fisse. Puoi usare le aromatiche o la lavanda per delimitare le diverse zone in modo piacevole e profumato. Questo ti aiuterà a tenere lontani gli insetti dannosi, ma renderà più difficile modificare i moduli dell’orto.

Un modo per fare l’orto senza fatica (o quasi)

Tante persone passano da Orti a Tutto Gas, si informano e tentennano: hanno paura di non avere tempo, pensano di avere il “pollice nero”… Realizzare un orto modulare è un ottimo modo per iniziare con calma, anche quando il tempo scarseggia.

Ciascun modulo è un piccolo orto a sé stante, con diversi tipi di piante. Le consociazioni possono sembrare complicate all’inizio ma, come detto sopra, rendono più facile occuparti delle piante. Oltre a questo, la suddivisione in moduli ti permette di calibrare le coltivazioni in base al tempo a disposizione.

Nei periodi più pieni, curerai meno moduli e lascerai gli altri incolti. Nei periodi meno pieni, creerai più moduli.

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