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Del finocchietto selvatico non si butta via niente: foglie, fusti, fiori, semi… Puoi usarlo come aggiunta per le insalate, come pianta aromatica, come contorno alternativo, come ingrediente per frittate e minestre. C’è solo un problema: dove trovare il finocchietto selvatico? È possibile coltivarlo nell’orto e semplificare il tutto?

Dove trovare il finocchietto selvatico

Il primo passo è trovarlo e riconoscerlo, appunto. Il finocchietto selvatico cresce in tutta Italia: preferisce l’ambiente mediterraneo, ma cresce anche in ambiente montano fino a 1.000 metri di quota. Preferisce una buona esposizione ma, essendo una pianta rustica e spontanea, cresce anche in zone di ombra parziale. Inoltre, ama i terreni calcarei, anche quelli più sassosi.

I luoghi migliori per cercare il finocchietto selvatico sono:

  • campi incolti;
  • bordi di muri assolati o in mezzombra;
  • lungo i sentieri di campagna meno battuti;
  • angoli aridi e sassosi.

Riconoscere il finocchietto selvatico è abbastanza semplice:

  • fusto carnoso e facile da sbucciare, alto fino a 150 centimetri;
  • foglie profumate e più lunghe della media, suddivise in elementi stretti e regolari;
  • fiori raccolti in ombrelle con 5-15 raggi, i cui petali passano dal verde al giallo.

Se hai bisogno di un riferimento, pensa all’aneto o alla parte aerea del finocchio coltivato: il finocchietto selvatico è molto simile a queste due piante.

Quando raccogli il finocchietto selvatico, taglialo un paio di centimetri sopra la base, senza toccare le radici. Essendo una pianta perenne, il rizoma produrrà nuove piante.

Come raccogliere i semi

Quelli che noi chiamiamo semi sono in realtà i frutti del finocchietto selvatico, ma per i nostri fini non cambia nulla. Sono oblunghi, con coste rilevate, grigiastri. Li si può usare per preparare ottime tisane, oltre che per seminare nuove piante di finocchietto selvatico.

I semi di finocchietto maturano tra fine agosto e settembre, quando i fiori iniziano a seccarsi. La raccolta soffre di un problema simile a quanto si verifica con i fiori di basilico: quando i fiori seccano, basta un colpo di vento per farli volare via e spargerli tutt’intorno. Ci vuole quindi un certo tempismo per raccoglierli in buone quantità.

Per conservare i semi, falli asciugare in un luogo ventilato, dopodiché mettili in un sacchetto di carta ben chiuso e al fresco. Se conservati nel modo giusto, possono germinare anche per 4-5 anni.

In alternativa, il finocchietto selvatico si moltiplica anche mediante divisione dei cespi, in primavera. In questo caso, assicurati di usare un coltello ben pulito e di rimettere la pianta originale dove l’hai trovata.

Come seminare il finocchietto nell’orto

Il modo più semplice per far moltiplicare il finocchietto rimane la semina. Ciascun fiore produce moltissimi semi che germogliano senza problemi, anche in pieno campo. L’unico vero ostacolo potrebbero essere eventuali uccellini di passaggio. Per questa ragione, ti consigliamo di seminare le prime piantine in semenzaio; nel giro di poco tempo, si moltiplicheranno da sole. Anche troppo, se non stai attento.

Se usi il semenzaio, semina il finocchietto a febbraio e trapiantalo in pieno campo ad aprile. Scegli un terreno ben lavorato e sciolto, così da evitare i ristagni idrici: il finocchietto preferisce i terreni asciutti. La pianta si adatta anche ai terreni poveri, però incorporare un po’ di materia organica evita che il terreno perda fertilità, essendo una pianta perenne.

Come detto, il finocchietto selvatico ha bisogno di pochissima acqua: innaffialo solo se il terreno è asciutto e non sono previste piogge. Se usi la pacciamatura, è probabile che basti qualche pioggia periodica per il suo fabbisogno. La pacciamatura è utile anche in inverno, per tenere al caldo i rizomi fino alla primavera.

Hai mai provato a portare il finocchietto selvatico nel tuo orto? Se sì, raccontaci com’è andata sulla nostra pagina Facebook e ricordati di venirci a trovare in provincia di Novara, dove ti aspettiamo con tanti orti in affitto.

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