Il troppo stroppia e questo vale anche per il nutrimento: dare troppo concime alle piante può danneggiarle e perfino ucciderle, se non intervieni per tempo. L’eccesso di sali nel terreno ostacola infatti l’assorbimento di acqua e, nei casi peggiori, uccide i microrganismi effettivi presenti tra le radici.

Come capire se stai dando troppo amore alle tue piante? C’è un modo per risolvere il problema?

Punte delle foglie marroni

Quando dai troppo concime alle piante, il primo segno evidente sono le punte delle foglie avvizzite. I margini e le punte sono marroni e secche, come se avessi lasciato la pianta troppo al sole e si fosse seccata. In un certo senso, il processo è simile.

Proprio come nel caso dell’eccesso di sole, le foglie sono di fatto ustionate. I sali presenti nel concime assorbono infatti l’umidità delle foglie e le seccano, provocando quelle che si definiscono “ustioni da da fertilizzante”.

Di solito, le ustioni si presentano 1-2 giorni dopo la concimazione. Se hai usato concime a lenta cessione, potrebbero volerci un paio di settimane.

Foglie gialle e appassite

Le ustioni da fertilizzante sono solo il primo segnale: se non intervieni per tempo, il deperimento si allarga a tutta la foglia. Le prime ad essere colpite sono le foglie più in basso, che iniziano a ingiallire e ad appassire, fino a cadere. Pian piano, il fenomeno si allarga a tutta la pianta.

Le ragioni sono sempre quelle viste sopra: l’eccesso di sali impedisce il corretto assorbimento dell’acqua e dei nutrienti, con effetti simili alla carenza/eccesso di acqua o allo stress termico.

Radici avvizzite

In realtà, le radici avvizzite sono in assoluto il primo sintomo di una concimazione eccessiva. Purtroppo, è anche quello più difficile da vedere e quindi passa inosservato finché non è troppo tardi.

Se la tua pianta comincia a perdere le foglie senza apparente motivo, controlla le radici. L’accumulo di sali causato dal troppo concime “brucia” le radici e le rende scure, avvizzite. Questo capita sempre per la stessa ragione: troppo sale intacca l’assorbimento dell’acqua.

In una situazione ottimale, l’acqua nel terreno ha una concentrazione di sali minore a quella dell’acqua presente nelle radici. Di conseguenza, si verifica la cosiddetta “osmosi cellulare”: le cellule delle piante assorbono l’acqua nel terreno.

Quando concimi troppo, la situazione si capovolge: l’acqua nel terreno ha una concentrazione di sali maggiore all’acqua nelle cellule. A causa di questo, l’osmosi si inverte e le radici della pianta perdono acqua invece di assorbirla, seccandosi.

Crosta di sali sul terreno

Nei casi più estremi, i sali del concime sono così tanti che il terreno non riesce più ad assorbirli. Di conseguenza, questi si accumulano in superficie e formano una crosticina biancastra.

Sviluppo rallentato

A volte, l’eccesso di concime è meno palese di quanto visto sopra. Magari stai dando appena appena più concime del necessario, intaccando l’osmosi cellulare senza invertirla del tutto. In casi del genere, la pianta avrà diverse foglie gialle e farà fatica a crescere, proprio perché non riesce ad assorbire abbastanza acqua.

Attacco di afidi e altri parassiti

La debolezza causata dal troppo concime rende le piante più vulnerabili anche agli attacchi esterni, come quelli dei pidocchi delle piante.

Come rimediare

Il da farsi dipende in gran parte dalla quantità di concime usata. Nei casi peggiori, l’unica cosa da fare è:

  • rimuovere la pianta dal terreno;
  • lavare le radici, per aiutarla a ripristinare l’osmosi cellulare;
  • sostituire il terriccio contaminato con terriccio fresco.

Il tutto risulta molto più semplice per le piante in vaso, piuttosto che per per quelle messe a dimora in pieno campo.

Se il concime è a lenta cessione, potresti cavartela rimuovendone il più possibile e annaffiando abbondantemente la pianta: l’acqua sciacquerà via il concime in eccesso. Purtroppo, questo metodo stimola anche la dispersione del concime nelle falde acquifere, inquinandole. Cerca quindi di seguire sempre le indicazioni sulla confezione, senza esagerare.

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