Le coltivazioni idroponiche fanno paura all’inizio: far crescere interi orti in acqua, quasi senza terreno? Impossibile! Eppure, sempre più persone riescono a coltivare frutta e ortaggi grazie all’agricoltura idroponica.

I più usano sistemi pronti all’uso: possono costare migliaia di euro, ma sono utilizzabili fin da subito. Cosa fare se stai cercando un approccio più “fai-da-te” all’idroponica, invece? Scopriamolo insieme.

Iniziare con l’idroponica fai-da-te

Per costruire il tuo sistema idroponico hai bisogno di:

  • Un recipiente abbastanza robusto da tollerare la pressione dell’acqua, meglio se scuro per proteggere le radici dalla luce del sole.
  • Vasetti del diametro di 5 cm, bucherellati per far passare le radici. Puoi comprare vasi pensati per l’idroponica o ripiegare sulle fuscelle per la ricotta usate.
  • Un pannello di polistirolo o di sughero grande quanto il recipiente, spesso 3/4 cm. Online si possono trovare pannelli Float System specifici per l’idroponica.
  • Torba e fibra di cocco, che faranno da substrato per le piantine.
  • Pompa ad aria, per ossigenare l’acqua dentro la vasca e le radici delle piante.

Una volta che ti sei procurato il necessario, buca il pannello affinché possa sostenere i vasetti: l’obiettivo è avere la parte inferiore immersa nell’acqua, mentre la parte superiore sporge dal pannello.

Fissa il tubo della pompa d’aria sul fondo del contenitore e, se necessario, buca il pannello per farlo passare.

Riempi la vasca con acqua e soluzione per l’idroponica, in modo che le piante ricevano tutto il nutrimento necessario.

Versa il substrato nei vasetti e semina o trapianta delle piante adatte alla coltura idroponica.

Qual è l’acqua migliore per l’idroponica?

L’acqua all’interno della vasca dovrebbe avere una temperatura compresa tra i 18°C e i 24°C, anche se le singole piante possono avere preferenze diverse. Questo range di temperatura si presta a quasi tutti gli ortaggi e alle piante aromatiche, però.

Evita di usare l’acqua presa direttamente dal rubinetto, contenente calcare e cloro. Se la vuoi usare, fai come quando devi innaffiare le piante: versala in una bottiglia e lasciala riposare per tutta la notte, per far evaporare il cloro e depositare il calcare. Nel mentre, approfittane per misurarne il pH con una cartina tornasole.

Per far crescere le tue piante al meglio, assicurati che l’acqua del sistema abbia sempre un pH leggermente acido, di 5.5 o di 6.5. Dovesse essere troppo alto, abbassa il pH dell’acqua con acido fosforico o nitrico; il problema opposto non si presenta quasi mai, dato che l’acqua del rubinetto è tendenzialmente alcalina.

Prenderti cura del tuo sistema idroponico casalingo

Una cosa è vera: le piante in idroponica non vanno innaffiate tutti i giorni. Ciò non significa che siano a manutenzione zero, anzi.

Oltre alle normali cure richieste dalle piante, devi pensare anche alla manutenzione del sistema idroponico stesso, affinché continui a funzionare al meglio.

  1. Controllare il livello dell’acqua e aggiungerne dell’altra al bisogno.
  2. Sostituire l’acqua ogni 2 mesi. Puoi usare l’acqua rimasta per innaffiare le piante in giardino.
  3. Pulire la vasca e la pompa periodicamente, per evitare la formazione di alghe e di batteri nocivi. Esistono igienizzanti
  4. Verificare lo stato degli elementi elettrici, onde evitare blackout e rotture.
  5. Verificare lo stato dei pannelli e, se necessario, sostituirli.

L’idroponica non è facile, specie se realizzi il tuo sistema da zero. Una volta imparato, però, ti permette di coltivare molte più piante in molto meno spazio. Inoltre, questo tipo di coltivazione è particolarmente indicato per le piante che hanno bisogno di un controllo del pH rigoroso.

Inizia a sperimentare con una vasca di piccole dimensioni e facci sapere come va!

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