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Nei tempi antichi, quando camini e stufe erano più diffusi rispetto a oggi, la cenere era il concime tipico per l’orto. I termosifoni e il risparmio energetico l’hanno resa meno comune, eppure ha ancora tanti estimatori tra gli amanti dell’orto. In questo articolo vedremo pregi e difetti di questa sostanza e come usarla nel modo corretto.

Pro e contro della cenere come concime

La cenere è un concime adatto anche all’orticoltura biologica, dato che è naturale e a impatto zero sull’ambiente. L’importante è scegliere la cenere giusta, come vedremo nel prossimo paragrafo. Nel mentre, concentriamoci sulle caratteristiche della cenere e sul perché vale la pena usarla.

All’interno della cenere troviamo potassio e fosforo in abbondanza, due sostanze importanti per l’orto. Le piante che traggono più beneficio da esse sono i tuberi e le piante da frutto, che devono sintetizzare molti zuccheri. Il problema è che la cenere è anche ricca di calcio, sostanza che riduce l’acidità del terreno.

Se usata troppo spesso e da sola, la cenere smette di essere un concime e diventa un pericolo per le colture. Il terreno diventa troppo basico, ostile per le piante che hanno bisogno di un terreno tendente all’acido. In più, l’eccesso di potassio ostacola l’assimilazione di altre sostanze. Senza considerare che la cenere è priva di azoto, anch’esso essenziale per lo sviluppo delle piante.

Ciò significa che non dovresti concimare con la cenere? Certo che no: parliamo comunque di un’ottima fonte di nutrienti per il terreno. Devi solo stare attento ad usarla nei modi giusti.

Quali tipi di cenere usare

Dicevamo che la cenere è un concime naturale e biologico, in teoria. In realtà molto dipende da quale tipo di cenere hai a disposizione. Il materiale bruciato e le modalità usate per farlo modificano la composizione della cenere, influenzandone quindi le proprietà. Se bruci legno trattato con sostanze chimiche, ad esempio, otterrai un prodotto finale tutt’altro che bio. Lo stesso vale per la cenere di carbone fossile, troppo ricca di metalli pesanti per essere usata come fertilizzante (bio o non bio).

La cenere da spargere nell’orto dovrebbe provenire sempre da legna non trattata. In alternativa, va bene anche quella di carbone di legna o di pellet, purché naturale. Valuta anche il tipo di legna bruciata: le migliori sono quelle di quercia e di olivo, mentre la cenere di pino è di qualità inferiore. Perché?

Quando il legno brucia lentamente, produce più calore e più a lungo. Nel corso del processo, il potassio e il fosforo si concentrano meglio nella cenere, che risulta quindi di qualità superiore. Per questo motivo, la cenere migliore si ottiene bruciando legna densa come appunto quella di quercia.

Come concimare con la cenere

Una volta raccolta la cenere per il tuo orto, come la puoi usare? La cosa più semplice è spargerla sulle piante. In alcuni casi, è anche l’approccio più efficace: la cenere uccide le lumache, il che torna utile se devi concimare delle insalate. Purtroppo, spargere la cenere e basta comporta tutti i problemi visti sopra ed è dannoso, sul lungo periodo.

Per compensare i problemi dati dalla cenere, fai queste cose.

  1. Versa la cenere nel compost. Una spolverata di cenere ogni tanto bilancia i processi di decomposizione, oltre che apportare fosforo e potassio. In questo modo migliori la qualità del compost e hai i pro della cenere senza i contro.
  2. Mischia la cenere al letame, affinché si compensino a vicenda. Il letame aumenta l’acidità del terreno e controbilancia il calcio all’interno della cenere. Inoltre è ricco di azoto, del tutto assente nella cenere.
  3. Usalo nei terreni troppo acidi. Se il terriccio dell’orto è troppo acido, puoi riequilibrarlo usando la già citata calce o la cenere.

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