Hai mai considerato l’idea di innaffiare le tue piante con l’acqua frizzante? Non scandalizzarti perché, per quanto possa sembrare strano, pare che l’acqua frizzante faccia bene alle piante di casa e a quelle dell’orto. Lo provano le decine di studi sul tema, seppure con alti e bassi.

Com’è possibile e come applicarlo a casa tua?

L’acqua frizzante fa bene alle piante

Quando si parla di acqua frizzante e piante, si cita soprattutto uno studio del 2002 condotto da una coppia di studenti statunitensi. I due autori hanno innaffiato due gruppi di piante, uno con acqua frizzante e uno con normale acqua del rubinetto; alla fine dell’esperimento, il primo gruppo di piante è cresciuto di più rispetto al secondo.

A dire il vero, però, i primi studi sull’uso di CO2 in agricoltura risalgono addirittura a inizio Ottocento.

Un’atmosfera più ricca della media di CO2 pare avere effetti positivi sulla fotosintesi e sull’assorbimento dell’acqua, con tutto ciò che ne consegue per lo sviluppo delle piante. Cosa succede se aggiungi l’anidride carbonica all’acqua invece che all’aria, però?

Per decenni abbiamo raccolto dati contrastanti: in alcuni studi, l’uso di acqua addizionata con CO2 pareva avere effetti benefici; in altri, invece, sembrava non avere alcun effetto. Oggi, sembra che il risultato finale dipenda in gran parte dal tipo acqua usata.

Perché fa bene?

Dopo l’esperimento del 2002 succitato, gli autori si sono chiesti perché le piante avessero reagito in quel modo. Alla fine, la risposta si è rivelata più semplice del previsto: l’acqua frizzante usata conteneva più minerali e nutrienti rispetto a quella del rubinetto. In sostanza, era un’acqua molto più ricca e quindi più benefica per le piante.

Alcune acqua frizzanti contengono non solo anidride carbonica, che stimola la fotosintesi clorofilliana, ma anche:

  • ossigeno;
  • idrogeno;
  • fosforo;
  • potassio;
  • sodio;

Come visto nell’articolo dedicato ai concimi liquidi, trasferire i nutrienti dentro un liquido facilita il loro assorbimento da parte delle radici. Inoltre, anche la pressione del liquido potrebbe avere un suo ruolo: una pressione maggiore potrebbe stimolare l’assorbimento dell’acqua e quindi aiutare la pianta. Ci sono però molte cose da verificare ancora.

Quale acqua frizzante usare

Qui casca l’asino, perché non tutte le acque frizzanti sono uguali. Partiamo dal presupposto che innaffiare una pianta con l’acqua frizzante non fa male, quanto meno se lo fai nei modi che vedremo a fine articolo. A seconda dell’acqua che usi, però, il risultato sarà sicuramente diverso.

L’acqua frizzante fatta in casa (quella cui aggiungi la CO2 mediante apposite bombolette, per intenderci) dà molti meno benefici. Si tratta infatti di acqua del rubinetto addizionata con anidride carbonica, cui mancano tutte le sostanze benefiche viste sopra. Le piante riceveranno qualche stimolo dal surplus di CO2, ma nulla di più.

Il tipo di acqua migliore non è l’acqua frizzante normale, ma l’acqua di soda o soda water, ovvero quella che si usa per preparare i cocktail. Questo tipo di acqua è priva di zucchero e addizionata con  potassio e bicarbonato di sodio, oltre che con grandi quantità di anidride carbonica. Il risultato è un’acqua estremamente effervescente e un po’ salata.

Ogni quanto innaffiare con l’acqua frizzante e come

Il troppo stroppia, però, e questo vale anche per l’acqua frizzante data alle piante. Un eccesso di anidride carbonica può infatti avere l’effetto opposto sulle piante, bloccandone lo sviluppo. Per questa ragione, fai come segue.

  • Scegli acqua di soda senza zucchero e senza aromi aggiunti.
  • Usa sempre l’acqua a temperatura ambiente.
  • Innaffia con l’acqua frizzante solo una volta alla settimana.
  • Copri il terreno con la pacciamatura: secondo uno studio, la pacciamatura massimizza l’efficacia dell’anidride carbonica nell’acqua.

Se vuoi sperimentare una tecnica nuova, queste sono le poche regole da seguire. Altrimenti, continua come hai sempre fatto: dando attenzione e amore alle tue piante, anche senza cocktail a base d’acqua frizzante.

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