Home | Le erbe spontanee dell’orto: riconosci le piante selvatiche commestibili
Come ribadito più volte, le erbe spontanee dell’orto non sono sempre un male. A volte entrano in competizione con gli ortaggi, rubando loro risorse preziose. In altri casi, invece, arricchiscono il terriccio con l’azoto e lo proteggono facendo da pacciamatura naturale.
In questo articolo ci concentreremo su una categoria particolare di “erbacce”: quelle che puoi mangiare. Ecco quindi le piante selvatiche commestibili migliori da portare a tavola.
Ortica
Abbiamo già parlato di come usare l’ortica dell’orto, quindi non ci dilungheremo più di tanto.
L’ortica si riconosce dalle foglie seghettate, di colore verde scuro e coperte di piccole setole urticanti, che arrivano fino al fusto. I suoi fiori si raccolgono in grappoli e sono giallo-verdi, poco appariscenti.
Puoi trovare l’ortica ovunque ci siano umidità, terra fertile e mezzombra; se lasciata a se stessa, può superare il metro e mezzo di altezza.
Se trovi dell’ortica nell’orto, sbollentala per qualche minuto per eliminare le setole urticanti. Una volta fatto, ottieni una verdura dal sapore simile allo spinacio, anche se un pochino più erbaceo. In alternativa, falla essiccare e usala per preparare delle ottime tisane o decotti per i capelli.
Tarassaco
“Tarassaco” è il nome ufficiale del dente di leone, erba spontanea che siamo abituati a vedere pressapoco ovunque in Italia: cresce non solo negli orti, ma anche nelle campagne e perfino ai lati delle strade. È una pianta piccola ma incredibilmente tenace, difficile da eliminare una volta che ha trovato un posto che le piace.
Riconoscere il tarassaco è facile, specie in primavera. La sua caratteristica più evidente sono i fiori giallo brillante, costituiti da una corolla di petali sottili e a forma di lingua; quando appassiscono, formano i cosiddetti “soffioni”, ovvero palle di semi dotati di ciuffi di peli bianchi. Gli allergici li conoscono fin troppo bene.
In mancanza di fiori, il tarassaco si riconosce per le foglie lunghe, strette e dentate. Crescono direttamente dalla base della pianta e sono di colore verde scuro. Le radici sono invece lunghe e fittonanti, ragione per cui il tarassaco è estremamente difficile da rimuovere. Per fortuna, è una pianta più utile di quel che sembra.
Le foglioline giovani e tenere si possono mangiare crude a insalata: sono leggermente amare, ma gradevoli. Le foglie più vecchie si devono invece cuocere e hanno un sapore più intenso, che sarebbe meglio bilanciare con altro. I fiori si mangiano sia cotti sia crudi, mentre le radici si usano per preparare infusi drenanti.
Aglio orsino
L’aglio orsino è un parente stretto dell’aglio che troviamo al supermercato, anche se dal sapore più delicato. Le sue foglie sono lunghe e lanceolate, riunite in rosette e simili a quelle di mille altre piante; per riconoscerlo, bisogna schiacciarle tra le dita e cercare il tipico profumo di aglio. I fiori, invece, sono bianchi e a forma di stella.
Dato che ama la mezzombra e il fresco, l’aglio orsino si trova soprattutto nei boschi e lungo i corsi d’acqua. Se però il tuo orto è rivolto a nord, potrebbe spuntare anche tra le erbe spontanee del tuo orto: presta attenzione.
Dell’aglio orsino si mangia tutto: le foglie sono buone sia cotte sia crude, i fiori sono edibili e con i bulbi si può fare un soffritto. Da provare anche in versione pesto e nelle salse.
Trifoglio rosso
Il trifoglio è un’erbaccia notoriamente utile: essendo una leguminosa, arricchisce il terreno di azoto e lo prepara in vista di altre coltivazioni. Anche per questa ragione, lo si usa come pianta da sovescio. E se vi dicessimo che è anche buono da mangiare?
Il trifoglio rosso si riconosce per i fiori rossi o violetti, che somigliano a volte a piccole spighe e a volte a piccole palle. Le foglie si raccolgono in gruppi da tre e, nonostante il nome, sono verde chiaro con una macchiolina più chiara. Il tutto spunta da uno stelo lungo e sottile.
Se hai un orto, è probabile che tu abbia una buona scorta di trifoglio che ti aspetta. Se è trifoglio rosso, puoi mangiarlo in insalata o prepararci degli infusi per alleviare la sindrome premestruale. Il sapore è dolce, con una nota erbacea, piacevole a prescindere dalla presenza o meno delle mestruazioni.
Acetosa o erba brusca
L’acetosa è un’erba spontanea che cresce bene ovunque ci sia mezzombra, umidità e materia organica. La puoi trovare negli angoli incolti dell’orto e nei campi a bordo di boschetti o fiumiciattoli; volendo, la puoi anche coltivare.
L’erba brusca si riconosce per le foglie larghe e a forma di cuore, con il bordo seghettato e verde chiaro. I fiori si raccolgono in piccole spighe verdi che spuntano sopra le foglie e, in mezzo alla vegetazione, si notano poco. Le radici, invece, sono rizomatose e profonde: una volta che la pianta ha trovato la dimora perfetta, è difficile cacciarla.
Come intuibile dal nome, l’acetosa ha un sapore acidulo simile all’aceto, che la rende ottima per preparare insalate fresche o per accompagnare le patate.



