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L’orto in sacco è una tecnica tipica degli orti urbani, concepita in prevalenza per chi vuole coltivare su balconi e terrazzi. Ciononostante, può tornare utile anche a chi possiede un orto tradizionale o un giardino. Scopriamo quindi perché e come spostare parte del tuo orto nei sacchi.

Cos’è l’orto in sacco e a cosa serve

Nel corso degli anni, l’orto in sacco ha assunto diverse connotazioni. In commercio ci sono sacchi si terra identici a quelli tradizionali, dotati però di fori su uno dei due lati per coltivare insalate e piante piccole. In questo articolo, noi facciamo riferimento alla connotazione più letterale: sacchi di iuta usati come “vasi” per l’orto.

Perché usare i sacchi e non i vasi classici? Al contrario dei vasi, i sacchi consentono di sfruttare meglio lo spazio in verticale, essendo in media alti 50-100 cm. Inoltre, è possibile inserire più piante nello stesso sacco: basta creare delle finestrelle sui lati e mettervi le piantine.

Questo spiega perché hanno così tanto successo negli orti sul balcone, ma che senso ha usarli in un orto tradizionale?

  1. Sfruttare tutto lo spazio a disposizione, anche gli angoli che rimarrebbero incolti.
  2. Coltivare piante che hanno bisogno di un tipo di terreno diverso da quello presente nell’orto. Il principio è simile a quello degli orti in cassone: se hai un terreno neutro e vuoi coltivare anche delle piante acidofile, puoi riempire un sacco o dei cassoni con il terriccio che ti serve.
  3. Risparmiare acqua. Il sacco tende a trattenere l’umidità, dato che la superficie esposta è abbastanza poca. Puoi quindi sfruttare la cosa per le piante che richiederebbero innaffiature frequenti.
  4. Proteggere le piante dalle erbacce. I sacchi sono molto meno soggetti all’attacco delle infestanti, il che torna utile soprattutto con le insalate.

Come preparare il sacco

La cosa più semplice è comprare un sacco già pronto: ne vendono di tutti i tipi, specifici per le diverse coltivazioni. Oppure puoi provare a fartelo da solo in questo modo.

  1. Sistema sul fondo una bacinella piena di pezzi di legno, che forniranno la materia organica al terriccio.
  2. Fissa un palo nella bacinella, affinché il sacco rimanga dritto.
  3. Riempi il sacco con un mix di terriccio a tua scelta e rametti secchi. In alternativa, usa direttamente della terra trattata con il compost di bokashi, ottima in casi del genere.
  4. Apri le tasche laterali.
  5. Innaffia Per accertarti quando innaffiare, tocca non solo la superficie del sacco, ma anche il terriccio nelle tasche più basse.

Il bello dell’orto in sacco è che puoi usare davvero il terriccio che vuoi, in base alle piante che vuoi coltivare. Puoi sceglierlo acido o alcalino, sabbioso o argilloso: la tecnica è sempre quella. Alla fine della stagione, ricorda di rigenerarlo con del buon compost.

Le pianti migliori da coltivare nel sacco

I sostenitori dell’orto in sacco affermano che vada bene più o meno per tutto. È vero fino a un certo punto: ci sono piante più adatte delle altre per le coltivazioni di questo tipo.

  • Insalate di tutti i tipi, che hanno bisogno di poco spazio. Nel sacco è anche più difficile che vengano insidiate dalle lumache.
  • Aromatiche, anch’esse generalmente poco ingombranti. Il sacco è un’alternativa al giardino di aromatiche classico.
  • Fragole e frutti di bosco, che occupano poco spazio e hanno spesso bisogno di terreni più acidi rispetto ad altre piante.
  • Cipolle e aglio, che non hanno bisogno di tanta luce e temono i ristagni idrici.
  • Patate, che hanno bisogno di un terreno morbido e abbastanza profondo.

Queste sono le piante che riescono meglio nell’orto in sacco, ma nulla ti vieta di tentare con altre piante. Facci sapere come va e, se stai cercando un orto in affitto, contatta Orti a Tutto Gas.

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