Il basilico è uno dei protagonisti indiscussi della cucina italiana, ingrediente principale di primi e secondi piatti. Le varietà coltivate sono però sempre pressapoco le stesse: il basilico comune e il basilico genovese. In questo articolo vogliamo proporti invece le varietà di basilico più strane, sia per sapore sia per aspetto. Non tutte sono adatte al pesto, ma possono comunque rivoluzionare la tua cucina.

Basilico liquirizia

Se non hai abbastanza spazio per piantare la liquirizia, puoi sempre ripiegare sul basilico liquirizia. Le foglie ovali e appuntite sono lunghe circa 2-5 cm, di un bel colore verde tendente al viola. Ciò che le distingue è però il profumo intenso e particolare, dato dall’anetolo presente in tutta la pianta.

L’anetolo è il composto aromatico che determina il profumo dell’anice, dei semi di finocchio e della liquirizia, appunto. In questo caso specifico si mischia con gli oli essenziali tipici del basilico, creando uno strano mix esotico. Non va granché bene per il pesto, ma è usatissimo nella cucina thailandese e indiana.

Basilico rosso

Il basilico rosso è frutto di incroci eseguiti negli anni ‘50, tutti accomunati da un unico obiettivo: ottenere un superfood. Il colore strano è stato un interessante effetto collaterale.

Il colore rosso delle foglie è dato dalla concentrazione di antociani, uno degli antiossidanti più presenti in natura. 100 gr di foglie di basilico rosso fresche contengono circa 18 mg di antociani. In definitiva, un pesto fatto con questo basilico è buono, riduce l’invecchiamento e fa bene al cuore: cosa vuoi di più?

Rispetto al basilico classico, il basilico rosso è meno resistente al freddo e diventa molto più grande. Dato che una pianta può raggiungere i 60 cm, tienine conto se volessi creare un giardino di aromatiche.

Basilico napoletano a foglia di lattuga

Il basilico napoletano è il gigante della famiglia: le sue foglie assomigliano a vere e proprie foglie di insalata, tanto sono grandi. Ogni foglia è grande il doppio o il triplo di quelle del basilico comune. I margini sono frastagliati e la superficie è bollosa, color verde chiaro.

Nonostante il nome, il sapore non ha nulla a che fare con la lattuga. L’aroma è simile a quello del classico basilico genovese, con un tocco di menta in più. Per questo motivo è ottimo nelle insalate e insieme al pesce. Provalo anche nelle insalate di riso e nella produzione di liquori casalinghi.

Basilico cannella

Lo chiamano anche “basilico messicano”, nonostante sia originario dell’India e venga usato soprattutto nella cucina asiatica. Si distingue per le foglie allungate simili a quelle del basilico genovese, con però una consistenza carnosa e di colore violaceo. Rispetto al basilico comune, ha fiori più grandi e di colore rosa.

Come da nome, il basilico cannella è un piacevole mix di aromi pungenti e speziati. Questa strana combinazione lo rende perfetto sia per i piatti salati sia per i dolci, in particolare quelli a base di cioccolato e mele. Puoi usare le foglie e i fiori essiccati anche per preparare gustose tisane, ottime per digerire dopo un pasto impegnativo.

Basilico limone

Il basilico limone è un’altra varietà molto grande, dato che raggiunge circa i 60 cm di altezza. Le foglie sono allungate e verde chiaro, mentre i fiori sono bianchi o rosa. Pur non essendo al livello della varietà artica, è un basilico più resistente al freddo della media: cresce senza problemi con temperature di 10°C, anche se i semi hanno bisogno di circa 20°C per germinare.

Le foglie del basilico limone hanno un marcato profumo di limone, come suggerisce il nome. Le puoi aggiungere al pesto genovese, per aggiungere un sapore inedito al tuo pesto. Altrimenti, usale per aromatizzare piatti di pesce e macedonie. Una volta essiccate, sono ottime anche per le tisane.

Quali varietà di basilico hai coltivato sul balcone o sull’orto? Diccelo sulla nostra pagina Facebook e, se sei in cerca di un orto in affitto, contatta Orti a Tutto Gas: ti stiamo aspettando!

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