L’orto fa bene, come sa chiunque abbia provato a farlo sul balcone o in piano campo. Fa così tanto bene, da essere diventato il centro di una serie di percorsi terapeutici: l’ortoterapia, ovvero l’orto terapeutico.

Per quanto possa sembrare strano, l’ortoterapia è una terapia riconosciuta, usata soprattutto per aiutare persone anziane e con disabilità. I benefici dell’orto si estendono però a tutti coloro che stanno vivendo un momento difficile o che soffrono di disturbi fin troppo comuni, come ansia e depressione.

Approfondiamo la cosa, quindi, e scopriamo quali sono i principi dell’orto terapeutico.

Cos’è l’ortoterapia?

Facciamo un passo indietro: cos’è l’ortoterapia, nel dettaglio?

Nell’ortoterapia, si utilizza la cura delle piante per migliorare le condizioni fisiche e psicologiche di una persona. La persona afflitta da un determinato problema – disabilità fisica, depressione, disabilità psichica, ecc. – si prende cura di uno spazio verde a 360°, dalla scelta delle piante fino alla raccolta dei frutti.

Una strana moda destinata a sparire? Per nulla! L’ortoterapia ha almeno due secoli, pur essendo maturata nel corso dei decenni.

I primi accenni di orto terapeutico risalgono all’inizio del 1800, ad opera del padre della psichiatria Benjamin Rush. In un’opera del 1812, l’uomo notò che i pazienti che lavoravano la terra stavano meglio rispetto agli altri.

Qualcuno potrebbe far notare che Rush era un convito sostenitore di salassi e purghe, terapie non proprio invecchiate benissimo. Ciononostante, l’orto terapeutico tornò più volte nel corso della storia recente, al contrario delle altre “terapie” succitate. Ad esempio, venne usato per la riabilitazione degli uomini tornati dal fronte, dopo la Seconda Guerra Mondiale.

È una terapia riconosciuta?

L’ortoterapia è una terapia “vera”? Sì, anche se bisogna fare un distinguo tra terapia professionale e orto terapeutico in senso lato.

Le riviste specializzate offrono una vasta gamma di articoli riguardanti l’ortoterapia, con tanto di metodologie di studio e di numeri. Ci sono articoli dedicati ai benefici dell’orto in generale; articoli sull’uso dell’ortoterapia nei programmi per il trattamento della demenza; addirittura articoli riguardanti ortoterapia e schizofrenia.

Quindi sì, l’ortoterapia è decisamente qualcosa di scientifico e riconosciuto. Rientra infatti nella grande famiglia delle terapie occupazionali, ovvero di tutte quelle terapie che sfruttano attività manuali per aumentare il benessere fisico e psicologico.

Occhio però a trattare l’orticello di casa come un sostituto di psicologi e psichiatri. L’orto fa bene, ma l’ortoterapia propriamente detta va fatta insieme a un professionista. Ci sono fior fiore di master dedicati a psicologi ed educatori che desiderino arricchire le terapie tradizionali con la cura delle piante.

Come iniziare a fare “ortoterapia”

Se vuoi iniziare a fare ortoterapia in modo propriamente detto, ti serve uno specialista che la inserisca in una terapia più ampia. Se invece vuoi farlo in senso lato, sfruttando i benefici dell’orto per stare meglio, ecco qualche consiglio.

1. Parti dal basso

Se non hai esperienza con l’orto o con il giardinaggio, la regola d’oro è: “non strafare”. Evita le piante troppo complicate o che necessitano di attrezzature particolari. Evita anche di coltivare troppe piante, cui non sei sicuro di riuscire a gestire.

Se parti da zero, limitati a una pianta facile da coltivare, che resista alle malattie e che cresca quasi da sola. Una volta rotto il ghiaccio, c’è sempre tempo per aumentare il numero e darti a piante sempre più complesse.

2. Poniti obiettivi realistici

Il modo migliore per fallire, nell’orto e nella vita, è porti obiettivi poco realistici. Ad esempio, non iniziare a curare l’orto con l’idea di non comprare più frutta e verdura: è impossibile, se sei agli inizi. Piuttosto, proponiti di raccogliere tot pomodori o di preparare tot vasetti di pesto con il tuo basilico.

Raggiungere un obiettivo realistico aiuta a sentirsi produttivo e a dare un senso agli sforzi fatti. Porsi obiettivi eccessivi, invece, non fa che peggiorare l’umore e demotivare. Il segreto sta quindi nel trovare il giusto equilibrio tra difficoltà eccessiva e mancanza di sfide.

3. Coltiva qualcosa di utile

Il modo semplice per porti obiettivi realistici, che però ti diano soddisfazione, è coltivare qualcosa che percepisci come utile. Punta quindi su frutta o verdura che ti piace, come ad esempio le fragole o le carote. Evita di lasciarti abbindolare da piante strane, che però non userai mai né in cucina né in altri contesti.

4. Prenditi tempo per goderti la natura

Uno dei benefici dell’ortoterapia sta proprio nel contatto con la natura, anche si tratta di una semplice piantina in vaso. Prima di metterti al lavoro, prenditi un po’ di tempo per goderti l’ambiente che ti circonda.

5. Rimani ancorato al presente

L’orto terapeutico, così come la terapia occupazionale in generale, va a braccetto con i principi della meditazione mindfulness.

Gran parte del nostro disagio nasce dentro di noi, dal continuo rimuginare su passato e futuro. Le terapie basate sulla mindfulness mirano a troncare le catene di pensieri che ci fanno soffrire, ancorandoci invece al presente e alle sensazioni del momento.

Nella meditazione classica, lo si fa concentrandosi sul respiro. Nell’ortoterapia, invece, ti concentri sulle attività di cura dell’orto.

Dove fare il tuo orto terapeutico?

Basta un balcone per organizzare un orto terapeutico. Se però sei già abbastanza esperto, potresti volerti ritagliare dello spazio in più. In questo caso, opta per gli spazi verdi in affitto di Orti a Tutto Gas.

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