Le piante da orto innestate stanno attirando l’attenzione di un numero sempre più alto di coltivatori. Ciò che più di tutto è in grado di convincere e avvicinare gli agricoltori alla tecnica dell’innesto è la promessa di una produzione più rapida e decisamente più consistente.

Ma cosa sono effettivamente le piante da orto innestate?

L’innesto è una tecnica nata in riferimento alle piante da frutto, con l’obiettivo di creare nuovi frutti dalle caratteristiche inedite. Tra tutti, l’innesto del ciliegio è sicuramente il più diffuso, ma è altrettanto comune quello che riguarda l’albicocco e il castagno.

Con il trascorrere del tempo, gli innesti si sono allargati anche al mondo delle piante da orto, portando alla produzione di ortaggi più resistenti e dal gusto insolito. In questo articolo, scopriremo insieme come funziona l’innesto e come è possibile portare a termine questa tecnica all’interno del proprio orto, senza ricorrere a strumenti troppo complessi o difficili da utilizzare. Iniziamo!

Cosa sono le piante da orto innestate?

Le piante da orto innestate non sono altro che piante create unendo il tessuto vegetale di due specie vegetali diverse: una pianta “porta-innesto” e una pianta “innestata” (o “nesto”).

L’obiettivo ultimo dell’innesto è riuscire a combinare le caratteristiche desiderate di entrambe le piante (esempio: la resistenza alle malattie del porta-innesto con la produttività o la qualità del frutto della pianta innestata). Nel caso specifico delle piante da orto, gli innesti vengono solitamente utilizzati per colture come pomodori, peperoni, melanzane e cetrioli.

In generale, il porta-innesto influenza la resistenza della pianta alle malattie, alle condizioni meteorologiche sfavorevoli e ai parassiti, mentre la pianta innestata determina la qualità del frutto e la sua consecutiva produttività.

Proprio per questo motivo, le piante da orto innestate vengono spesso utilizzate dai coltivatori per aumentare la produttività e la resistenza delle loro colture, cercando di migliorare al contempo la qualità del frutto.

Cosa sono le piantine innestate?

Le piantine innestate nascono proprio dall’unione di due specie vegetali diverse (detti “bionti”). In particolare, per procedere all’innesto è necessario unire la parte aerea di una pianta (dal colletto in su) con la parte radicale di una seconda pianta.

Per ottenere un risultato soddisfacente e assicurarsi la corretta crescita delle piantine, è importante procedere con l’operazione di innesto il più presto possibile. I due bionti devono essere uniti quando la pianta si trova ancora ad uno stadio embrionale (dopo la nascita delle prime 4/5 foglie), in modo che abbia tutto il tempo necessario per connettersi alla nuova arrivata e produrre un buon risultato.

Nel mondo dell’orticoltura, le piante maggiormente coinvolte nella pratica d’innesto sono le solanacee e le cucurbitacee. In altre parole, parliamo di: pomodori, peperoni, melanzane, cetrioli, angurie, peperoncini, meloni, zucche e zucchine.

Vediamo più da vicino qual è il processo da portare a termine per completare l’innesto e quali sono gli elementi indispensabili alla buona riuscita dell’operazione.

Cosa si inserisce per fare un innesto?

Imparare ad innestare nel proprio orto può rivelarsi complicato, soprattutto perché parliamo di una tecnica che richiede tempo e conoscenza della materia. Tuttavia, con i giusti consigli e le giuste indicazioni, è possibile compiere un primo tentativo e iniziare a cimentarsi in questa complessa operazione.

La prima cosa da fare, assolutamente irrinunciabile quando parliamo di innesti, è scegliere la varietà di vegetale più adatta alle proprie necessità. In particolare, dovrete individuare la varietà dotata di una buona resistenza a parassiti/agenti climatici (che assumerà il ruolo di pianta porta-innesto) e la varietà con i frutti della qualità migliore (che assumerà il ruolo di innestata).

A questo punto, una volta scelte le due varietà d’interesse, non vi resta altro che seminare all’interno del semenzaio (la semina in orto avverrà solo in un secondo momento). Ricordate di tenerle sempre ben separate, in modo che siano subito facilmente distinguibili.

Prendetevi cura delle vostre piantine così come fareste con qualsiasi nuova semina. In questi casi, una corretta concimazione del terreno ed una buona irrigazione iniziale sono sempre consigliati per aiutare le prime foglioline a spuntare velocemente.

Guida all’innesto

Ora che abbiamo seminato le nostre due varietà e che le prime quattro / cinque foglie sono spuntate, possiamo passare alla fase di innesto vera e propria. Tutto inizia con il taglio, divisio ovviamente in due parti: taglio dei porta-innesto e taglio dei nesti (piante innestate).

Iniziamo proprio dalle piantine porta-innesto che, come accennato sopra, saranno pronte non appena formate le prime quattro o cinque foglie vere.

Si procede tagliando sopra il colletto, praticando un piccolo taglio sullo stelo, proprio lì dove verrà inserito il nesto della seconda pianta scelta per la coltivazione.

Questa operazione è simile a quella utilizzata per innestare piante da frutto, ma richiede una maggiore attenzione e delicatezza, soprattutto a causa della fragilità delle piantine. Il taglio non deve mai essere troppo vicino al suolo, per evitare che il nesto crei delle radici proprie e comprometta l’operazione di innesto.

In linea generale, è sempre consigliabile provare a compiere questa operazione con un numero maggiore di piante rispetto a quelle effettivamente necessarie, così da poter compensare eventuali insuccessi.

Passiamo quindi al secondo taglio, che è quello che riguarda i nesti (o piante innestate). Anche in questo caso, dovremmo procedere nello stesso modo, tagliando appena sopra la calotta. Mentre la radice resterà nel terreno, la parte tagliata andrà avvicinata alla pianta porta-innesto, così da formare una nuova struttura vegetale.

Per saldare bene le due piantine insieme, è possibile aiutarsi con delle pratiche mollette o clips molto piccole, che serviranno a tenere unite le piante fino alla loro completa integrazione l’una sull’altra.

Quando noterete la nascita di nuove foglie avrete poi la conferma della buona riuscita dell’innesto.

Cosa si può innestare sul solanum?

Il genere “solanum” viene utilizzato per identificare una lunga serie di piante, che comprendono diverse colture orticole estremamente comuni come i pomodori, le melanzane, i peperoni e le patate.
In generale, le piante di solanum sono abbastanza compatibili tra loro per l’innesto e possono essere utilizzate come porta-innesto o come piante innestate.

Uno degli esempi più comuni è quello che vede protagonista la pianta dei pomodori. È infatti possibile innestare diverse varietà di pomodori sulle piante di solanum come porta-innesto, così da conferire alla pianta finale una migliore resistenza alle malattie del suolo e una maggiore tolleranza alle alte temperature.

Allo stesso modo, le melanzane, i peperoni e le patate possono essere innestate sulle piante di solanum per migliorare la produttività e la qualità del frutto.

Tuttavia, è importante specificare un dettaglio chiave. Nonostante sia in grado di migliorare le caratteristiche generali della pianta, l’innesto tra piante di solanum può presentare diversi limiti (come il rischio di trasmissione di malattie), e richiede una conoscenza approfondita delle varietà di piante e dei loro requisiti di crescita. Per ottenere risultati ottimali, è necessario fare diversi tentativi, così da individuare la varietà migliore e le modalità di coltivazione più adatte.

Vantaggi

Quali sono i vantaggi dell’innesto? Quali sono i motivi che dovrebbero spingervi a testare questa pratica all’interno del vostro orto?

Per aiutarvi a comprendere tutti i potenziali benefici dell’innesto, abbiamo raccolto di seguito alcuni dei vantaggi principali:

  • Resistenza alle malattie:
    Le piante innestate sono in grado di resistere meglio alle malattie del suolo e alle patologie che colpiscono le radici delle piante, proprio perché il porta-innesto fornisce un sistema radicale decisamente più resistente;
  • Migliore produttività:
    Le piante innestate sono in grado di produrre frutti di maggiori dimensioni e quantità rispetto alle piante non innestate. Tutto questo succede perché la combinazione delle due piante selezionate per l’innesto è capace di dar vita ad una pianta più vigorosa e resistente;
  • Maggiore resistenza alle condizioni climatiche:
    Le piante innestate diventano più resistenti alle condizioni meteorologiche estreme come la siccità, il freddo e l’eccessiva umidità;
  • Utilizzo di terreni inospitali:
    L’innesto di piante da orto consente la coltivazione di piante in terreni inospitali o con caratteristiche negative per la coltivazione delle piante;
  • Risparmio di spazio:
    Grazie alla maggiore produttività e resistenza delle piante innestate, è possibile coltivare più piante in uno spazio più piccolo.

In generale, l’innesto di piante da orto può essere considerato come una tecnica utile a migliorare la salute e la produttività delle piante, riuscendo contemporaneamente ad aumentare la resa delle colture, permettendo anche di coltivare piante in aree in cui altrimenti non sarebbe possibile.

Svantaggi

​​Sebbene l’innesto di piante da orto presenti numerosi vantaggi, ci sono anche alcuni svantaggi associati a questa tecnica di coltivazione:

  • Costi alti:
    L’innesto di piante da orto richiede una maggiore conoscenza delle tecniche di coltivazione e degli strumenti necessari per l’innesto, che possono comportare a loro volta un aumento dei costi rispetto alla coltivazione tradizionale;
  • Rischio di fallimento:
    L’innesto di piante da orto richiede una grande attenzione e cura per garantire il successo dell’operazione. Un innesto non riuscito può portare alla morte della pianta e alla perdita del tempo e delle risorse investite nella sua coltivazione.
  • Complessità della tecnica:
    L’operazione di innesto richiede una certa conoscenza della biologia delle piante e delle tecniche di coltivazione associate. Infatti, ci vuole molto tempo e molta pratica per poter arrivare a padroneggiare efficacemente questa tecnica;
  • Possibili problemi di compatibilità:
    In alcuni casi, la combinazione tra il porta-innesto e la pianta innestata può rivelarsi errata, portando così al fallimento dell’innesto o alla creazione di una pianta debole e poco produttiva.

Cosa sono i pomodori innestati?

I pomodori innestati non sono altro che piante di pomodoro create attraverso l’innesto di due piante diverse: una pianta di pomodoro porta-innesto e una pianta di pomodoro innestata.

La pianta di pomodoro porta-innesto fornisce il sistema radicale alla pianta di pomodoro innestata, mentre la pianta di pomodoro innestata è selezionata per la sua produttività e qualità del frutto. L’obiettivo dell’innesto è quello di combinare le caratteristiche desiderate di entrambe le piante, così da ottenere un risultato quanto più soddisfacente possibile.

I pomodori innestati sono spesso utilizzati dai coltivatori per aumentare la produttività delle loro colture e migliorare la resistenza alle malattie, in particolare alle malattie del suolo come il nematode del radice (Meloidogyne spp.) e la fusariosi (Fusarium spp.). Inoltre, i pomodori innestati possono anche migliorare la tolleranza della pianta alle temperature estreme e ai cambiamenti climatici.

Nella maggior parte dei casi, il pomodoro viene innestato sul pomodoro selvatico. Cosa significa? Significa che si scelgono due varietà diverse ma simili per diametro (il fusto delle due coltivazioni deve avere più o meno la stessa grandezza, così da semplificare il processo di combinazione); una varietà sarà particolarmente resistente, proprio come il pomodoro selvatico, ed una varietà sarà caratterizzata da un gusto intenso e deciso.

Cosa vuol dire pianta di melanzana innestata?

Così come abbiamo visto per il pomodoro, anche la melanzana può essere innestata. Capita spesso di imbattersi in melanzane innestate su solanum, con l’obiettivo di ottenere un prodotto finale resistente e dalla grande capacità produttiva.

Una melanzana innestata nasce dall’unione di due specie vegetali diverse: una melanzana porta-innesto e una pianta di solanum.

Per porcedere all’innesto, tutto quello che dovrete fare è seminare e coltivare entrambe le varietà sopra descritte, per poi procedere al taglio del porta-innesto e del nesto una volta raggiunto il secondo stadio di crescita.

La melanzana si adatta bene all’innesto con il pomodoro, che le permette di crescere “in verticale”. In altre parole, il pomodoro offre alla pianta la struttura radicale, aiutando il frutto a crescere in modo più libero e con una resistenza maggiore verso le condizioni climatiche esterne e il rischio di malattie.

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