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Quando facciamo un errore, è giusto ammetterlo: abbiamo parlato spesso di erbe aromatiche, ma non abbiamo mai accennato al timo. Quale mancanza! Eppure il timo è l’aromatica mediterranea per eccellenza, una pianta immancabile in un giardino! Ecco perché vogliamo aiutarti a riconoscere il timo selvatico e a portarlo nel tuo orto.

Come riconoscere il timo selvatico e dove trovarlo

Il timo è una pianta con pochissime esigenze, tant’è che ne esistono tanti tipi e cresce un po’ dappertutto. Il timo selvatico fa capolino ovunque ci siano terra e sole, anche in mezzo ai sassi e nei terreni più inospitali. Lo puoi trovare passeggiando per i sentieri di montagna, nella campagna incolta, sul mare. In definitiva, non c’è zona d’Italia nella quale non riesca a insediarsi. Come riconoscerlo, però?

Le varietà di timo coltivate tendono a formare cespugli compatti, tant’è che li puoi usare anche per decorare le bordure dell’orto. Il più delle volte, le varietà di timo selvatico sono striscianti: invece di svilupparsi in verticale, si sviluppano in orizzontale e rimangono basse.

Indipendentemente dalla varietà, il timo selvatico ha foglie piccole e lanceolate, di un colore che va dal verde all’argento. Qualche volta, sono coperte di una fitta peluria, ma dipende dal tipo di pianta. I fiori si sviluppano in spighe e sono piccoli, di colore bianco o lilla. Nelle varietà cespugliose, i rami più vecchi assumono una consistenza legnosa.

Il modo più facile per riconoscere il timo selvatico rimane uno, però: annusarlo. Se è profumato, è lui.

Come coltivarlo

Una volta individuato il timo selvatico, non resta che trovare un modo per coltivarlo nel tuo orto. Il modo più semplice è tagliare qualche rametto così da usare la moltiplicazione per talea. I rami devono essere lunghi 10 cm circa e provenire da piante sane e vigorose, possibilmente che abbiano due anni o più. Tornato a casa, prosegui così:

  1. taglia il rametto appena sotto un nodo ed elimina quasi tutte le foglie;
  2. pianta il ramo in un substrato di radicazione (un mix di torba bionda, torba nera, sabbia);
  3. nebulizza l’acqua non solo sul terreno, ma anche sulle foglie;
  4. attendi circa 15-20 giorni, nebulizzando l’acqua tutti i giorni.

Una volta che il rametto di timo selvatico ha sviluppato le radici, trapiantalo in un angolo soleggiato dell’orto. Il terriccio migliore è sciolto e drenante, con una scarsa percentuale di argilla. Scegli i terreni sabbiosi e innaffia solo quando la superficie del terreno è asciutta. Per il resto, dormi sonni tranquilli.

Il timo, specie quello selvatico, ha pochissime esigenze e si espande facilmente. Per questo motivo, tieni le piante sotto controllo e potale almeno una volta all’anno. Altrimenti, rischi che il timo colonizzi anche lo spazio dedicato alle altre piante. Inoltre è una pianta perenne e resistente al freddo, che non richiede particolari interventi neanche in inverno.

Come raccogliere il timo

Prima di raccogliere il timo, aspetta che la pianta sia abbastanza grande. Pur essendo un’aromatica robusta, ha bisogno di qualche foglia per la fotosintesi clorofilliana.

Raccogli solo i rami verdi, che sono più facili da tagliare e più ricchi di oli essenziali. Taglia a circa 5 cm dal suolo e usa forbici affilate e pulite, in modo da non trasmettere le malattie di altre piante. Per mantenere la pianta in salute, cerca anche di potare solo al mattino presto, quando il clima è un po’ più fresco ma la rugiada è già evaporata. Serve a non stressare troppo il timo e ad evitare il proliferare di funghi.

Una volta raccolto, fai essiccare il timo nei modi che abbiamo visto nell’apposito articolo.

Il timo cresce anche in vaso, ma perché rinunciare alla bellezza di una bella bordura di timo selvatico? Vieni a visitare i nostri orti a Borgomanero!

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