Per crescere bene, le tue piantine hanno bisogno di tanto impegno e di una buona base. Il terriccio per l’orto è infatti la chiave per avere piante sane, tanti frutti e raccolti degni delle tante ore di lavoro. Ciononostante, i più sottovalutano questo aspetto, convinti che i tipi di terreno siano tutti uguali.

Un buon terreno di coltura dev’essere ricco di nutrimenti, affinché le piante possano assorbirli e crescere rigogliose. Dev’essere anche drenante, altrimenti rischi che i ristagni d’acqua facciano marcire le radici. Allo stesso tempo, deve trattenere l’acqua quel tanto che basta per mantenere un’umidità costante. A queste condizioni fondamentali se ne aggiungono altre, che variano a seconda di ciò che vuoi coltivare.

In questo articolo vedremo quali sono gli aspetti da esaminare, quando scegli il terreno per il tuo orto urbano. In gran parte dei casi, te la potrai cavare con un po’ di terriccio universale. Per ottenere risultati davvero grandiosi, devi però andare oltre.

Composizione

Di cosa è fatto il terriccio per l’orto che stai usando? La risposta a questa domanda (in apparenza) banale è il primo criterio da prendere in considerazione. All’interno di ogni sacco trovi:

  • argilla, che conferisce stabilità e trattiene l’acqua;
  • sabbia, che alleggerisce l’insieme e riduce il rischio di ristagni;
  • torba, ottenuta da residui vegetali decomposti. Ha una doppia funzione: alleggerire il terriccio e trattenere l’umidità;
  • compost, frutto della decomposizione di materia organica. Le sostanze nutritive del terriccio vengono in buona parte da qui.

In base al rapporto tra questi elementi, otterrai diversi tipi di terriccio adatti a diversi tipi di piante. Ad esempio, il terreno per i pomodori dev’essere argilloso ma comunque drenante. Per le piante aromatiche ti serve invece un terriccio più sabbioso e non troppo ricco di sostante nutritive. Altrimenti, rischi che crescano troppo e perdano tutti i loro aromi.

Porosità

La composizione influisce sia sulla quantità di sostanze nutritive sia sulla porosità del terreno da orto. Devi avere un terriccio che sia abbastanza morbido da consentire alle radici di svilupparsi, ma che dia loro sostegno. A seconda del tipo di coltura, puoi avere poi bisogno di un terreno che trattenga tanta acqua o che sia molto drenante.

Per determinare la porosità del terriccio devi valutare macropori e micropori. I primi determinano la mobilità dell’aria nel terriccio, mentre i secondi trattengono l’acqua. Se ci sono troppi macropori, l’aria circola bene ma il terreno si asciuga subito. Se ci sono troppi micropori, si creano ristagni d’acqua e le radici non respirano.

Per aumentare la porosità, puoi aggiungere sabbia o materiali porosi come la corteccia di pino. La sostanza organica è forse la soluzione con il miglior rapporto qualità prezzo: alleggerisce il terreno, lo arricchisce ed è più economico della sabbia.

pH

Il livello di pH indica quanto il terriccio dell’orto è acido o basico. In linea teorica, il pH può oscillare tra 0 (estremamente acido) e 14 (estremamente alcalino). Nei fatti, i terreni coltivabili hanno un pH che va pressapoco dal 4 al 9: troppo sopra o troppo sotto questi valori, la vita diventa impossibile.

In base al pH del terriccio, le piante saranno in grado di assorbire più o meno nutrienti. Quasi tutte le piante sono a proprio agio in un terriccio con pH neutro, tra il 6 e il 7. Ci sono però piante che amano un contesto un poco più acido, come le more, e altre che amano un terreno più alcalino, come il cavolo.

Per misurare il pH del terreno dell’orto, procurati una cartina tornasole; le trovi in farmacia o nei negozi specializzati. Preleva un cucchiaio di terriccio da una profondità di circa 10 centimetri e mischialo con un bicchiere di acqua distillata. Evita l’acqua del rubinetto o minerale, che potrebbe falsare i risultati. A questo punto, immergi la cartina e aspetta che cambi colore.

Per rendere il terriccio più basico, aggiungi calce idratata. Per renderlo più acido, aggiungi torba bionda.

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