Importanza della Salute del Melo

La salute del melo è essenziale per garantire una buona produzione di frutti. Le malattie possono compromettere la salute e la resa del melo, quindi è fondamentale affrontarle tempestivamente. In questa guida, esploreremo le malattie più comuni del melo e come affrontarle efficacemente.

Le piante da frutto devono affrontare un gran numero di sfide, dal freddo invernale agli insetti. Questo vale anche per il diffusissimo melo, dei cui parassiti abbiamo già parlato in passato. In questo articolo ci vogliamo invece concentrare su quali sono le malattie del melo più diffuse, su come riconoscerle e come affrontarle.

Le Principali Malattie del Melo

  1. Muffa Bianca (Oidio): Questa malattia fungina può colpire foglie, fiori e frutti del melo, causando una copertura bianca polverosa. Può ridurre la fotosintesi e compromettere la qualità dei frutti.
  2. Marciume delle Radici: Un problema causato da funghi del genere Armillaria, che attaccano le radici del melo, compromettendone il sistema radicale e causando debolezza e morte della pianta.
  3. Marciume Grigio (Botrite): Questa malattia fungina colpisce fiori, frutti e rami del melo, causando macchie grigie e muffe. Può portare alla marciume dei frutti e alla perdita di raccolto.
  4. Maculatura Batterica: Una malattia causata da batteri che provoca macchie scure e umide sulle foglie e sui frutti del melo, compromettendo la fotosintesi e la qualità dei frutti.

Come Affrontare le Malattie del Melo

Per gestire efficacemente le malattie del melo, seguire questi passaggi:

  1. Monitoraggio Costante: Ispezionare regolarmente le piante di melo per individuare segni precoci di malattie.
  2. Potatura: Rimuovere rami e foglie infette per ridurre la diffusione delle malattie e favorire una migliore circolazione dell’aria.
  3. Trattamenti Preventivi: Applicare fungicidi e battericidi preventivi in ​​base alle raccomandazioni del calendario di lotta integrata.
  4. Irrigazione Adeguata: Evitare eccessi di irrigazione che favoriscono lo sviluppo di malattie fungine e batteriche.
  5. Rotazione Colturale: Evitare di coltivare meli nella stessa area per diversi anni consecutivi per ridurre il rischio di accumulo di patogeni nel terreno.

Oidio

Lo oidio o mal bianco è una presenza fin troppo conosciuta, su questo sito. Ne abbiamo parlato in merito della salvia, dell’anguria e anche dell’alloro. Si tratta infatti di una malattia fungina estremamente diffusa e difficile da debellare, che provoca la comparsa di una patina bianca sulle foglie della pianta colpita.

Quando colpisce il melo, lo oidio può rimanere silente fino all’anno successivo: le spore rimangono dormienti sulle gemme in formazione; quando arriva la primavera e le gemme si aprono, le spore si diffondono sia su di esse sia sulle altre gemme. Ciò provoca la crescita di fiori mal sviluppati e più piccoli della norma. I frutti derivanti sono piccoli e coperti da un reticolo color ruggine.

Per debellare il mal bianco dal melo, servono trattamenti ad hoc a base di zolfo. Nei casi peggiori, potrebbe essere necessario ripeterli più volte e per più anni.

Ticchiolatura

La ticchiolatura è una delle malattie del melo più distruttive per la pianta. Si tratta di un’altra malattia fungina che provoca la comparsa di macchie scure sulle foglie. Man mano che la malattia avanza, colpisce anche i frutti più giovani: le macchie scure si formano sulla superficie delle piccole mele che, dopo poco, cadono. Se non cadono subito, si sviluppano comunque con malformazioni provocate dalle fessurazioni.

Per arginare la ticchiolatura, è fondamentale potare il melo affinché l’aria passi tra i rami e non si accumuli l’umidità. Eventuali rami colpiti vanno eliminati subito e smaltiti; dato che la malattia è causata da un fungo, non dovrebbero essere lasciati a terra né essere usati per il compost. Infine, i trattamenti a base di zolfo possono rivelarsi utile sia per prevenire sia per combattere la malattia.

Alternariosi

L’alternariosi è una malattia diffusa soprattutto negli Stati Uniti, ma si stanno registrando casi anche nel Nord Italia. Le origini e lo sviluppo della malattia sono ancora poco chiare, anche se sappiamo che è causata da un fungo che si sarebbe specializzato per colpire il melo.

La malattia si manifesta con macchie necrotiche di forma irregolare sulle foglie, che ne provocano la caduta anticipata. Talvolta le macchie compaiono anche sui frutti; in questi casi, la necrosi è circondata da un alone rosso.

Purtroppo sappiamo ancora poco di questa malattia. Al momento, i fungicidi sono lo strumento migliore a nostra disposizione.

Colpo di fuoco batterico

Malattia del melo causata da un batterio, questa volta, e ancora poco diffusa in Italia. Le piante colpite mostrano aree completamente disseccate, come se fossero state colpite da una fiammata. Il disseccamento può colpire foglie, fiori e frutti, compromettendo così il raccolto. Nei casi peggiori, l’infezione si espande anche lungo i rami e scende fino al tronco; se non fermata, può addirittura causare la morte della pianta.

Il colpo di fuoco batterico sopravvive perfino all’inverno, quindi va affrontato subito. L’unico modo è tagliare tutte le zone colpite e disinfettare bene l’area. I tagli da potatura non disinfettati sono infatti il modo principale in cui si diffonde questa malattia.

Marciumi

Il marciume del colletto e i marciumi radicali sono malattie del melo purtroppo comuni, benché siano tutto sommato facili da prevenire. La causa principale sta infatti nell’irrigazione eccessiva o irregolare e nell’uso di un terriccio sbagliato.

In entrambi i casi, il diffondersi del marciume provoca il progressivo indebolimento della pianta e la sua morte. Per prevenire i marciumi, è importante piantare il melo usando un terriccio sciolto, che non provochi la formazione di ristagni idrici. La pianta andrebbe bagnata regolarmente e senza eccessi.

Nel caso dei marciumi radicali, ci sono funghi che contribuiscono alla loro formazione. Se quindi hai avuto casi del genere in passato, è meglio disinfettare l’area prima di piantare il tuo melo.

Rimani aggiornato, iscriviti alla newsletter