Insieme alle lumache, le nemiche numero uno dell’insalata sono le malattie fungine. Un’irrigazione irregolare o eccessiva, insieme alla mancanza di ventilazione, contribuiscono alla proliferazione di muffe e funghi. Se lasciati al proprio destino, finiscono per far appassire l’insalata e rovinarti il raccolto.

L’arma migliore contro le malattie fungine dell’insalata è la prevenzione, come sempre: innaffia con regolarità e assicurati che il terreno sia umido ma non fradicio; lascia sempre 35 cm tra una pianta e l’altra.

Se non dovesse bastare, vediamo quali sono le patologie principali e come affrontarle.

Bremia della lattuga

La bremia della lattuga – detta anche peronospora della lattuga – è comune soprattutto in primavera e autunno, quando le temperature sono ancora miti. Il fungo prolifera soprattutto nei terreni argillosi, più difficili da drenare e spesso soggetti di ristagni idrici.

La malattia colpisce prima le foglie esterne, che si coprono di macchie bianche farinose sulla pagina inferiore. Se lasciata andare, si diffonde sempre più all’interno del cespo, finché non colpisce l’intera pianta.

Nelle grandi produzioni, la bremia si contrasta con prodotti a base di rame. Nel tuo orto, elimina le foglie colpite dalla malattia o l’intera pianta, se serve; evita di buttare i resti nel compost, altrimenti rischi che le spore sopravvivano al suo interno. Usa il rame come ultima risorsa.

Oidio

Le macchie bianche e farraginose possono essere anche sinonimo di oidio, nell’insalata. Abbiamo visto come combattere questa malattia nell’articolo dedicato alle malattie dell’alloro.

Alternariosi

L’insalata è coperta di macchie marroni o nerastre? Potrebbe essere alternariosi, una malattia comune tra tutte le insalate. Le piante che ne soffrono mostrano appunto macchioline necrotiche, sempre più grandi man mano che la situazione peggiora. Quando ormai le macchie misurano 1 cm circa, le foglie cominciano a ingiallire e seccare.

L’alternariosi è comunque soprattutto nei periodi caldi e piovosi, con temperature fino a 30°C. La patologia va affrontata non appena compaiono le prime macchie, per evitare che si diffonda anche tra le altre insalate. La cosa migliore è eliminare le lattughe malate e trattare le altre con macerati di equiseto, a mo’ di prevenzione.

Antracnosi delle insalate

Se invece l’insalata ha macchie gialle sulle foglie, magari con i bordi marroni, è probabile che sia antracnosi. Con il tempo, queste macchioline si necrotizzano e la pianta rimane con le foglie bucherellate.

L’antracnosi si diffonde quando le temperature sono miti e i cespi sono molto vicini tra loro. Per contrastarla, usa le stesse strategie applicate per la bremia della lattuga: elimina le parti malate e, se non basta, usa il rame.

Marciume basale

“Marciume basale” è un nome ombrello per le malattie fungine causate da tre agenti: Sclerotinia sclerotiorum, S. minor, Botrytis cinerea. Le piante infette iniziano a marcire a partire dalle radici, ma il primo sintomo evidente è il disfacimento di colletto e foglie basali. I tessuti colpiti dal marciume si coprono con una muffa che può essere bianca e sottile o spessa e grigiastra, a seconda del tipo di fungo.

Come molti funghi, anche i responsabili del marciume basale si diffondono quando il clima è mite e umido. La malattia è comune in autunno e primavera, soprattutto tra le piante quasi giunte a maturazione.

La lotta contro il marciume basale passa da una corretta gestione delle irrigazioni e dalla rotazione triennale.

Tracheofusariosi

I cespi di lattuga affetti da tracheofusariosi crescono poco e in modo irregolare, con foglie pallide e che appassiscono presto; il colletto e le radici mostrano macchie brune. Purtroppo prospera sia con temperature miti sia con temperature più alte, specie quando il clima è umido e il ricambio d’aria è poco.

La tracheofusariosi è una malattia pericolosa a causa della longevità delle sue spore, che sopravvivono nel terreno per anni. Da qui, si introducono nelle microlesioni delle radici e si diffondono attraverso i vasi della pianta. Una volta dentro i vasi vascolari della lattuga, le spore si moltiplicano grazie al nutrimento rubato alla pianta. Il fungo diventa sempre più grosso, fino a bloccare i vasi e far appassire la pianta.

Gli unici per contrastare questa patologia fungina sono la rotazione delle colture e l’uso di microrganismi antagonisti. Nel primo caso, usi il terreno per piante immuni alla malattia, finché tutte le spore non sono morte. Nel secondo, sfrutti il Bacillus subtilis o il Fusarium spp. per uccidere il fungo.

Ruggine bianca

Assomiglia allo oidio, cui l’accomunano le macchie bianche sulle foglie. Nel caso della ruggine bianca, spesso queste macchie diventano vere e proprie pustole che fanno appassire le foglie.

Il trattamento è simile a quello della peronospora: eliminare le piante malate e intervenire con il rame, se il contagio è avanzato.

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