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L’autunno è il momento in cui si prepara il terreno e lo si lascia a riposo, salvo le zone dedicate all’orto invernale. Quando il terreno rimane del tutto spoglio, però, c’è il rischio che si compatti troppo a causa di piogge e neve. Il sovescio è un modo per evitare questo fenomeno arricchendo il terreno.

Il principio è semplice: seminare piante miglioratrici, lasciarle crescere e tagliarle in primavera, mischiandole alla terra. In questo modo mantieni il terreno morbido, lo arricchisci di azoto e di materia organica. Vediamo quali sono le migliori leguminose da sovescio.

Quali leguminose usare per il sovescio

In questo articolo faremo una piccola lista di piante per il sovescio, ma non sei costretto a usarne solo una, anzi. In commercio trovi veri e propri mix di piante da sovescio, così da avere tutti i benefici delle diverse piante in un’unica coltivazione.

Trifoglio

In un articolo, abbiamo visto come e se eliminare il trifoglio. Il trifoglio è infatti una pianta infestante, che può entrare in competizione con i nostri ortaggi. D’altra parte, è anche una leguminosa e quindi una pianta miglioratrice, che arricchisce il terreno invece che impoverirlo. Oltre che fissare l’azoto catturato nell’aria, le radici fittonanti rompono le zolle e rendono il terreno più morbido.

Per il sovescio usa il trifoglio incarnato o il trifoglio rosso, entrambe piante usate sia per il sovescio sia per il pascolo di animali erbivori. Crescono meglio nei climi temperati, anche se il trifoglio rosso ha un’ottima resistenza al gelo.

Pisello da foraggio

Il pisello da foraggio ha delle radici poco ingombranti e non fittonanti, ma si adatta a un’ampia varietà di terreni. Dato che ama i climi miti, nel nord Italia si preferisce seminarlo a inizio primavera, prima dei trapianti.

Questo tipo di leguminosa da sovescio può essere coltivata da sola o in consociazione con altre leguminose. Essendo una pianta ricchissima di proteine e povera di zuccheri, può diventare un ottimo foraggio.

Lupinella

La lupinella è una pianta che cresce spontanea pressapoco ovunque, dai terreni calcarei fino ai bordi dei sentieri di montagna. I suoi steli sono lunghi e con pochi rami, di colore rossastro, con foglie pelose sulla pagina inferiore.

Questa leguminosa ha due grandi pregi:

  • puoi seminarla sia in autunno sia in primavera ed estate, dato che resiste sia alla siccità sia agli sbalzi termici;
  • possiede delle splendide radici fittonanti, che rompono le zolle proprio come il trifoglio.

L’unico problema è il pH del terreno: la lupinella cresce in terreni con pH sotto il 6.5, neutri o acidi.

Favino da sovescio

Come altre leguminose da sovescio, anche il favino ha radici fittonanti ottime per ammorbidire il terreno. Al contrario di altre, però, gode anche di un’ottima resistenza al freddo: riesce a germinare anche con 5°C e sopravvive fino a -5°C. Sotto quest’ultima temperatura, muore. Per il favino, il vero problema è il caldo: non sopporta la siccità e non fiorisce sopra il 25°C.

Il favino da sovescio è la controparte della lupinella: preferisce i terreni alcalini, ovvero con pH tra 7 e 8. Di contro, tollera poco i terreni argillosi e troppo poveri di sostanza organica: non usarlo per il sovescio, se l’orto è molto arido.

Veccia invernale

Come da nome, la veccia invernale è un’ottima pianta per la semina autunnale. Resiste al freddo e cresce bene sia in terreni argillosi sia in terreni calcarei. L’importante è che non ci siano troppi ristagni idrici, che sopporta poco.

Come fare il sovescio?

Per preparare il tuo orto in affitto con il sovescio, libera il terreno prima della fine dell’autunno e semina le leguminose scelte. A questo punto non ti resta che aspettare: le piogge autunnali daranno alle piante tutta l’acqua necessaria.

In primavera, le piante da sovescio raggiungono il massimo dello sviluppo e iniziano a fiorire. Quando i fiori sono ancora chiusi, taglia tutte le piante. In questo modo non riescono a “sprecare” azoto nello sviluppo dei semi. A questo punto lascia asciugare le piante per un paio di giorni e interrale. Non aspettare più di così: le piante non si devono seccare del tutto.

Effettua il sovescio almeno un mese prima della semina o del trapianto delle piante nuove, affinché la materia organica abbia tempo per decomporsi.

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