La poltiglia bordolese è un preparato classico in agricoltura, usato da tempo immemore contro la peronospora e altre malattie crittogamiche. La sua composizione è semplice: solfato rameico, calce e acqua mischiati insieme, pronti da spruzzare sulle piante. Nonostante la ricetta sia elementare, però, comprendere quando usare la poltiglia bordolese è tutt’altro che scontato.

In quale periodo dell’anno usarla

In teoria, la poltiglia bordolese è utilizzabile tutto l’anno. Se un albero da frutto rischia di morire per un’infezione da fungo, puoi intervenire subito, quale che sia il mese. Idem se un’infezione dei pomodori rischia di allargarsi da una singola pianta alle altre, o se ce n’è già un principio. Parliamo però di situazioni estreme.

A meno che le piante non siano in pericolo di vita, è meglio usare la poltiglia bordolese in primavera o in autunno. Il caldo e l’aria secca dell’estate tendono infatti ad amplificare gli effetti della calce, riducendo la traspirazione cuticolare e stomatica. Ciò significa che le piante respirano male e, di conseguenza, sono sofferenti e crescono di meno.

In primavera e in autunno l’aria è più umida, il che è positivo per questi trattamenti. Attento però alla pioggia, che lava via la mistura e ne riduce l’efficacia. Prima di spruzzare la poltiglia, controlla quindi le previsioni del tempo e scegli una settimana in cui è previsto tempo sereno. Se possibile, tieniti il più possibile lontano dal periodo della fioritura.

La poltiglia bordolese ha un potere caustico, il che la rende irritante per la pianta (e per la tua pelle). Per questo motivo, sarebbe meglio non usarla sulle parti più delicate della pianta, ovvero i fiori e i frutti. Usata durante la fioritura, la poltiglia fa cadere o rende sterili parte dei fiori. Inoltre, è leggermente tossica per le api che frequentano la pianta in quel periodo.

In quali situazioni usarla

Idealmente, bisognerebbe usare la poltiglia bordolese quando le piante sono ancora sane. La sua azione fungicida elimina infatti le spore nascoste, stroncando l’infezione sul nascere. In questo modo agisci prima che il problema si presenti e, soprattutto, prima che spuntino i fiori.

Nel caso specifico degli alberi da frutto, il trattamento preventivo andrebbe ripetuto tre volte: in autunno, in inverno e in primavera. Per quanto riguarda gli ortaggi, invece, la poltiglia bordolese va usata ogni 15-20 giorni; ogni 10-15 giorni, se il periodo è piovoso. Stai però attento a non esagerare: usata in eccesso, la poltiglia potrebbe contaminare il terreno.

Come accennato sopra, la poltiglia bordolese si può usare anche in casi di emergenza. La sostanza è particolarmente efficace contro lo oidio; pur non guarendo le zone già colpite, evita che la malattia si allarghi al resto della pianta e dell’orto. Se lo usi durante la fruttificazione, non raccogliere i frutti per almeno 3 giorni e lavali bene prima di consumarli.

Poltiglia bordolese o verderame?

Nonostante molti li confondano, la poltiglia bordolese e il verderame non sono la stessa cosa. Il verderame è infatti una famiglia di fungicidi a base di rame, nei quali rientra anche la poltiglia bordolese. Altre tipologie sono gli ossicloruri di rame e l’idrossido di rame, che sono privi di calce e si usano in piccole quantità per disinfettare le ferite delle piante.

Rispetto ad altri verderame, la poltiglia bordolese contiene meno rame ed è quindi un po’ meno tossica per il terreno. Il mix di rame e calce è inoltre meno aggressivo sulle piante, dato che la basicità della calce bilancia l’acidità del rame.

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