Tempo di Lettura: 7 minuti

Riconoscimento

Esistono numerose specie di afidi: tutte appartengono alla famiglia degli Aphididae. Quelle parassite di specie orticole sono caratterizzate da un’elevata polifagia, infatti, con rare eccezioni, sono in grado di nutrirsi a spese di piante appartenenti a specie e famiglie diverse. Noti anche come pidocchi delle piante, questi piccoli insetti si nutrono succhiando la linfa delle piante colpite. Hanno una elevata capacità riproduttiva grazie alla quale riescono a formare grosse colonie sulle foglie, che, quando colpite, tendono ad accartocciarsi. Gli attacchi precoci sono gravi, perché impediscono il normale sviluppo della pianta e perché possono veicolare virosi che si manifestano in seguito provocando deformazioni delle foglie e dei frutti.

Un altro danno è provocato dalla melata prodotta dagli afidi che imbratta foglie e frutti e favorisce lo sviluppo di fumaggini.

[su_members message=”Gentile utente stai accedendo ad una sezione riservata del nostro sito per la quale è necessario registrarsi. Per poter leggere tutto l’articolo devi registrarti con il tuo account facebook o inserendo la mail. Prego clicca  %login%.” color=”#ffcc00″ login_text=”login” login_url=”” class=””]

Cure colturali e pratiche di prevenzione

Le concimazioni azotate eccessive predispongono le piante agli attacchi di questi insetti. Se gli  afidi si presentano per più anni con regolarità bisogna verificare le dosi di azoto apportate e provvedere, eventualmente, a ridurle.

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 3

Organismi utili

Gli afidi hanno numerosi e diversi predatori e parassiti naturali (coccinelle, sirfidi, crisope, ecc.) che sono in grado di controllarne la popolazione a partire dall’inizio dell’estate. ncrementare la presenza dei nemici naturali dei parassiti adottando accorgimenti e pratiche colturali particolari consente di limitare i danni provocati alle piante dai parassiti stessi.

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 5

Quindi la gestione delle aree non coltivate deve essere considerata una vera e propria tecnica di lotta biologica. Tali aree, se sono gestite con oculatezza dall’agricoltore, possono favorire gli organismi utili:

  • aumentandone le performance (ad esempio aumentando la loro fecondità o longevità);
  • modificando il loro comportamento per aumentare la loro capacità di ricerca;
  • fornendo protezione da condizioni ambientali avverse;
  • costituendo un’area di rifugio nei periodi in cui le colture non forniscono cibo sufficiente agli organismi utili.

 

Fra queste aree grande importanza assumono le siepi campestri: uno spazio vitale essenziale per molti insetti e altra fauna utile. Numerosi studi hanno verificato la correlazione positiva fra la presenza di siepi e il numero di insetti predatori dei parassiti presenti in un campo.

Anche i fossi e le aree limitrofe alle zone umide sono luoghi che offrono ospitalità a molti animali. Per questo motivo si dovrebbero evitare i tagli regolari della vegetazione che si sviluppa lungo i fossi, limitandosi a intervenire solo a partire da agosto, cioè dopo il periodo di cova degli uccelli.

Anche lasciar crescere in prossimità dei campi piante spontanee crea le condizioni perché moltissimi utili possano trovare un rifugio per essere pronti a controllare le popolazioni di parassiti delle piante. In studi effettuati sulla fauna che occupa le ortiche sono state individuate 166 specie di artropodi (insetti e ragni), di cui oltre il 40% sono nostri alleati (51 sono predatori e 18 parassiti dei patogeni).

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 7

 

Nei frutteti e nei vigneti l’inerbimento influisce positivamente sulle popolazioni di insetti utili e offre agli organismi dannosi una sorta di “alternativa alimentare” rispetto alle piante coltivate.

Se il tappeto erboso è mantenuto costantemente basso, lo spazio vitale offerto è esiguo; al contrario, se la vegetazione viene lasciata crescere eseguendo pochi sfalci durante l’anno, meglio se a filari alterni, può fornire un’ampia e lunga fioritura che offre nettare e polline agli stadi adulti di insetti come le crisope e i sirfidi.

Una tecnica efficace nel richiamare gli utili nel campo coltivato prevede la semina lungo i filari di essenze come il grano saraceno, la facelia, il ginestrino e la senape bianca. Nei frutteti dove sono state seminate in strisce lunghe  almeno 30 m è stata rilevata una presenza molto più elevata di utili, in particolare di sirfidi e coccinelle, e di conseguenza un miglior controllo delle popolazioni degli afidi.

 

Fra gli interventi attivi di conservazione incremento degli organismi utili non si possono dimenticare l’installazione e la creazione di nidi artificiali per uccelli e mammiferi insettivori. Ma è possibile realizzare anche rifugi invernali per predatori di afidi come le crisope e le forficole (o forbicine) lasciando in campo dei recipienti colmi di paglia.

Prodotti naturali

L’uso ripetuto di preparati repellenti a base di assenzio, aglio, lavanda e/o rabarbaro riduce la presenza e la dannosità di questi parassiti. Il decotto di quassio ha una azione aficida, così come i trattamenti con sapone di Marsiglia.

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 9

Macerato polivalente

Quali e quante erbe: Per 10 litri di acqua servono le foglie di due piante di ortica, 30 spicchi di aglio, 3 manciate di rosmarino (foglie e fusti), 3 manciate di lavanda (fiori, foglie e fusti). Preparazione: le erbe vanno immerse in un recipiente pieno di acqua avendo cura di mescolare 1-2 volte al giorno. Prima di immergerle conviene porle in un sacco di juta o di stoffa che servirà da filtro preventivo.

Impiego e indicazioni: Il macerato è pronto dopo una settimana. Filtrato e diluito può essere irrorato sulla pianta o distribuito con l’annaffiatoio.

Svolge un’azione repellente nei confronti degli insetti (terricoli se dato al piede delle piante) e ha un’azione corroborante e fertilizzante.

Controindicazioni: non va usato sulle aromatiche e in prossimità della raccolta.

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 11

Sapone di Marsiglia

Il sapone di Marsiglia ha un’azione insetticida. Gli acidi che contiene alterano la struttura e la permeabilità delle membrane cellulari degli insetti così che i contenuti cellulari fuoriescono dalle cellule danneggiate e l’insetto muore rapidamente. A questa azione si aggiunge la occlusione degli organi respiratori che determina l’asfissia dei parassiti colpiti

Agisce per contatto contro gli insetti a tegumento molle come afidi, cicaline, cocciniglie, tripidi, ecc., ma colpisce anche alcuni insetti utili come le larve dei sirfidi e gli acari predatori. La sua azione termina quando il prodotto si asciuga sulla pianta.

Il suo impiego riduce i danni da fumaggine, in quanto favorisce lo scioglimento della melata prodotta dagli insetti.

Dosaggio

Si usano 1-2 kg/hl (10-20 g/l) se il sapone è solido o in pasta. Per comodità, soprattutto nei piccoli appezzamenti, in casa o sul balcone, si può usare anche il sapone di Marsiglia liquido alla dose di 10-20 cc/l con l’avvertenza di aumentare il dosaggio se il trattamento risulta inefficace.

Note

Il sapone di Marsiglia è fitotossico su alcune piante (gardenia, alcune varietà di pero, azalea, poinsettia, begonia, ecc.).

Nel dubbio è bene trattare selettivamente solo una o poche foglie per verificare la sua innocuità attendendo 24 ore prima di estendere il trattamento.
In ogni caso per limitare le possibili scottature, che si manifestano spesso con la formazione di piccoli fori nel tessuto fogliare, è bene eseguire i trattamenti nelle ore serali.

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 13

Trattamenti

Quando le colonie compaiono precocemente si interviene con  sapone molle di potassio (simile al sapone di Marsiglia) o con prodotti a base di Beauveria bassiana eseguendo  trattamenti localizzati e cercando di colpire direttamente gli insetti. Sebbene siano efficaci anche i trattamenti con piretro è preferibile evitarli perché colpiscono anche gli insetti utili.

Beauveria bassiana

Beauveria bassiana è un fungo cosmopolita individuato nel 1834 come causa di una grave malattia del baco da seta. In seguito si scoprì che il fungo può attaccare oltre 700 specie di artropodi e che colpisce anche insetti parassiti delle colture agrarie. I diversi ceppi di B. bassiana sono più o meno attivi contro determinati gruppi di insetti. Quelli in commercio agiscono contro afidi, aleurodidi, tripidi e acari.

  1. bassiana agisce per ingestione e per contatto, infatti penetra attivamente nel corpo degli artropodi attraverso la cuticola, l’apparato boccale o altre aperture.

Se l’ambiente esterno è abbastanza umido, le spore del fungo, a contatto con l’insetto germinano penetrando nella vittima mediante una combinazione di azioni meccaniche ed enzimatiche. Lo sviluppo successivo del fungo all’interno dell’insetto è accompagnato da produzione di tossine e da perdita d’acqua e nutrienti. Generalmente determina la morte della vittima in 3-5 giorni.

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 15

Si distribuisce con bassi livelli di infestazione nelle ore serali o nelle prime ore del mattino, in quanto le alte temperature e la esposizione ai raggi UV  diminuiscono notevolmente e rapidamente l’infettività e la vitalità del microrganismo fungino.

Da evitare di miscelare B. Bassiana con i fungicidi, anzi è opportuno accertarsi che nell’apparecchiatura utilizzata per la distribuzione non siano presenti residui di fungicidi utilizzati in precedenti trattamenti e distanziare la distribuzione di almeno tre giorni da trattamenti fungicidi.

Bisogna curare bene la bagnatura della vegetazione anche perché una buona reidratazione del prodotto agevola la germinazione dei conidi quando giungono in contatto con la vittima .

Di solito si preferisce eseguire due-tre trattamenti ravvicinati e ripetere il trattamento in caso di forti piogge.

  1. bassiana può essere fitotossico su alcune varietà di pero e su alcune piante ornamentali.

Ricoonoscimento e difesa dagli Afidi 17

Tratto da “Il mio orto biologico” di Enrico Accorsi e Francesco Beldì

Per acquistare il libro clicca sulla copertina qui a fianco o nel link in basso

https://www.terranuovalibri.it/libro/dettaglio/enrico-accorsi-francesco-beldi/il-mio-orto-biologico-9788888819617-218904.html

[/su_members]