La ruggine delle piante è una delle malattie più comuni nell’orto e, purtroppo, anche una delle più difficili da debellare. Come visto in altri articoli, si manifesta attraverso macchie rossastre simili a ruggine che si allargano sulle foglie e sui fusti. Questa patina è costituita da minuscole spore fungine, tutte pronte a insediarsi sulle piante vicine al minimo soffio di vento.

Come in molti altri casi del genere, il rimedio migliore rimane la prevenzione: evitare di innaffiare troppo; eliminare i rami in eccesso, quando impediscono la corretta ventilazione della pianta; distanziare le piante tra loro.

A volte questi semplici trucchi non bastano. In questi casi, quali sono i migliori rimedi naturali contro la ruggine delle piante?

Decotti di ortica o aglio

I decotti di ortica e di aglio sono dei blandi antifunginei naturali, efficaci quando la ruggine è agli inizi. Prima di usarli, devi isolare la pianta ed eliminare i rami colpiti dalla ruggine. A questo punto, nebulizza il decotto su tutta la pianta e usalo per innaffiarla; fai lo stesso sulle piante che le stavano vicine.

Per preparare i due decotti devi:

  1. Far bollire 3 litri di acqua con 1 testa d’aglio o con 300 grammi di ortica fresca;
  2. Lasciar riposare fino al completo raffreddamento;

Ripeti il trattamento ogni 6 mesi, per debellare eventuali spore sopravvissute nel terreno.

Decotto di equiseto

Il decotto di equiseto è efficace soprattutto in chiave preventiva. L’equiseto è infatti ricco di silice, un composto del silicio che rinforza i tessuti delle piante. Grazie alla sua barriera naturale, le piante che contengono silice sono più resistenti della media alle malattie fungine come la ruggine, appunte.

Per preparare il decotto di equiseto devi:

  • Far bollire 1 litro di acqua con 100 grammi di equiseto secco;
  • Lasciar raffreddare fino al completo raffreddamento;
  • Filtrare;
  • Diluire 1 litro di decotto in 5 litri di acqua.

La soluzione va usata come gli altri decotti visti: nebulizzata sulle foglie e versata sul terreno da innaffiare. Ti consigliamo di ripetere l’operazione ogni 2 o 3 settimane, quando il clima è asciutto e il sole è basso.

Polvere di roccia

L’efficacia dell’equiseto sta proprio nella sua ricchezza di silice. Quando non basta, puoi andare direttamente alla fonte e usare questa polvere di minerali utili per le piante, proprio come il silicio. Nonostante il nome un po’ inquietante, è un rimedio del tutto naturale e sicuro sia per l’uomo sia per le piante.

Proprio come l’equiseto, la polvere di roccia agisce creando una barriera protettiva sui tessuti delle piante. Basta nebulizzarla ogni 15 giorni circa, lungo tutto il ciclo vegetativo della pianta.

Bicarbonato di sodio e bicarbonato di potassio

Come visto in un altro articolo, il bicarbonato è un prezioso alleato dell’orto. Il bicarbonato di sodio (quello che si usa in cucina) è molto più blando del bicarbonato di potassio, ma è comunque di aiuto nella prevenzione di alcune malattie fungine. Per le modalità di utilizzo, ti rimando all’articolo succitato.

Purtroppo, entrambi i tipi di bicarbonato alzano il pH del terreno e vanno quindi usati con attenzione, pur essendo 100% naturali. Qualora tu abbia a che fare con piante acidofile, considera l’utilizzo di fondi di caffè per abbassare il pH e riequilibrare la situazione. Altrimenti, rischi che le piante facciano fatica ad assorbire i nutrienti e si indeboliscano ulteriormente.

Poltiglia bordolese

Chiudiamo con un rimedio che non è naturale al 100%, da tenere per i casi più gravi di ruggine delle piante.

Proprio come il bicarbonato, la poltiglia bordolese è un rimedio classico nell’orto. La si usa soprattutto per uccidere le spore rimaste nel terreno e sulle foglie, una volta eliminate le parti della pianta colpite dalla ruggine.

La poltiglia va usata quando il clima è sereno, asciutto e fresco, possibilmente prima della fioritura o dopo il raccolto. L’operazione va ripetuta ogni 10/15 giorni, finché le temperature non superano i 25°C. Una volta che le temperature si alzano, infatti, non ci sono più le condizioni per lo sviluppo della ruggine; inoltre, il calore eccessivo rende la poltiglia addirittura nociva per la pianta.

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