Abbiamo già visto i modi migliori per innaffiare l’orto ma, per quanto efficienti, hanno tutti un “difetto”: necessitano di acqua. Sembra abbastanza ovvio, eppure c’è chi riesce perfino a coltivare senza acqua, o quasi. Ciò consente un ulteriore risparmio di questo prezioso bene, pur comportando qualche piccola difficoltà.

Se vorresti coltivare un orto ma lo spreco d’acqua ti spaventa, continua a leggere. Ti spiegheremo il segreto delle coltivazioni senza irrigazione e come applicarli al tuo futuro orticello.

Il metodo Jean Pain

Ci sono due modi per coltivare senza acqua. Il primo – e meno efficiente – è il metodo Jean Pain.

Il metodo Jean Pain sfrutta un compost di rami appena tagliati, meglio se molto piccoli. Gli scarti di potatura vanno benissimo. La preparazione è la seguente:

  • si inseriscono i rami in un contenitore di legno sotto pressione, coperti di acqua;
  • dopo qualche giorno, si si trasferiscono i rametti in un sito di compostaggio per tre settimane;
  • si smuove il cumulo, lo si segmenta e si rimette tutto a riposare sotto uno strato di terra e sabbia, protetto da un tetto di legno;
  • dopo 90 giorni, il compost è pronto.

Per coltivare senza acqua, devi spargere sul terreno uno strato di 7 cm di compost e coprirlo con uno strato di 10-15 cm di pacciamatura naturale. Man mano che le piante crescono e spostano il compost, devi chiudere eventuali zone lasciate vuote.

Usato con intelligenza, il metodo Jean Pain ti permette di coltivare senza acqua perfino per un anno. Basta sistemare il compost subito prima del periodo secco, durante il quale fornirà acqua sufficiente alle piante. Dopo 3 mesi, ci penseranno le piogge autunnali a rigenerarlo. Se non dovesse piovere, dovrai procedere con una piccola innaffiatura.

Il cippato di ramaglie fresche

Il modo migliore per dire addio all’irrigazione dell’orto è però il cippato di ramaglie fresche, detto anche RCW. Come per il metodo Jean Pain, ti servono rami freschi in grandi quantità, ma non tutti i rami vanno bene. I rami migliori da usare sono quelli provenienti da:

  • Fico comune;
  • Bosso;
  • Albero del Paradiso;
  • Bagolaro;
  • Caprifoglio mediteranneo;
  • Viburno Tino;
  • Sambuco comune;
  • Storace e Olivo.

I rametti devono essere privi di foglie e vanno sminuzzati in scaglie di 2-5 centimetri cubici. Una volta fatto, spargi uno strato di 5 cm sul terreno entro 3 giorni dallo sminuzzamento. Altrimenti, rischi che la linfa della pianta si disperda. Dopo un paio di mesi, miscela il cippato con lo strato superficiale di terreno e crea un composto alto circa 10 cm. Dopodiché puoi seminare.

Lo strato di cippato inizia quasi subito a popolarsi di lombrichi e funghi e microrganismi benefici. Si crea insomma un piccolo habitat che si autoalimenta, a cui basta l’acqua piovana. L’importante è che ci siano sempre delle piante, attuando la rotazione delle colture per evitare l’impoverimento del terreno.

Dopo 3 anni di coltivazioni senza acqua, bisogna far riposare il terreno per 12 mesi o applicare nuovo cippato di ramaglie fresche.

Quali colture non hanno bisogno di acqua

Entrambi i metodi funzionano con tutti i tipi di piante. Puoi usarli perfino per coltivare i pomodori, senza essere costretto a fare avanti e indietro dall’orto per innaffiarli. È quindi l’ideale se desideri prendere uno dei nostri orti in affitto, ma hai paura di non avere abbastanza tempo da dedicargli. Ciononostante, ci sono colture che hanno meno bisogno di acqua e che sono a prova di siccità.

Se vuoi coltivare senza acqua e stare tranquillo, punta su questi ortaggi.

  • Patate, in quanto tuberi che crescono sottoterra.
  • Aglio, che rischia di marcire se innaffiato troppo.
  • Cavoli e verze, che puoi innaffiare poco e in modo irregolare. Di solito, le piogge autunnali bastano e avanzano.
  • Legumi di tutti i tipi, da innaffiare una volta a settimana in estate. Sempre che tu non ti appoggi a quanto visto sopra.

Non ti resta che venirci a trovare a Borgomanero (NO), per visitare i nostri orti urbani e scegliere il tuo appezzamento.

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