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Quando si pensa all’orto sinergico, si pensa alla primavera e all’estate. Cosa fare quando inizia ad arrivare il freddo? È tempo di metterti a riposo, finché non torna la bella stagione? Neanche per idea: l’orto sinergico è anche invernale! Ecco quindi come gestirlo anche in questa fase dell’anno.

Quali lavori fare, in autunno e inverno?

Buona parte degli ortaggi crescono in primavera e in estate; i più tardivi, si possono raccogliere anche a metà autunno. In generale, però, a fine autunno buona parte dei bancali rimangono quasi vuoti. Questa è un’ottima occasione per sistemarli e consolidarli.

Come saprai se hai letto l’articolo precedente sull’orto sinergico, l’orto sinergico si coltiva in bancali rialzati. In questo modo non cammini sul terreno occupato dalle piante e questo rimane morbido. Il problema è che la terra tende a scivolare verso il basso, quindi i bancali si lasciano andare con il tempo. Ecco perché è importante sistemarli almeno una volta all’anno, senza però compattarli.

Una volta consolidati i bancali, approfittane anche per coprirli con uno strato di pacciamatura. La paglia o le foglie secche proteggono il terreno dal freddo e ne trattengono l’umidità. Man mano che si decompongono, aggiungono anche nuova materia organica al terreno e lo rendono più fertile. La pacciamatura ha quindi una doppia funzione:

  • evitare che il terreno rimanga spoglio, esposto alle intemperie;
  • restituire materia organica e nutrienti al terreno, evitando che si impoverisca troppo.

Una volta sistemati i bancali e coperti con la pacciamatura, sono finiti i lavori per l’orto sinergico invernale? Assolutamente no.

L’orto sinergico invernale deve riposare?

È normale che il grosso dell’attività vegetale si concentri durante la bella stagione. Ciò non significa che in inverno l’orto debba rimanere spoglio, anzi. Anche usando la pacciamatura, lasciare il terreno del tutto incolto va contro i principi alla base dell’orto sinergico.

In natura, c’è sempre qualche pianta che sfida il freddo e un appezzamento di terreno non è mai vuoto. Tra l’altro, quando risistemi i bancali mobiliti i nutrienti nel terreno: sarebbe un peccato sprecare un momento del genere non coltivando niente. La cosa migliore è quindi seminare nei giorni immediatamente successivi all’operazione. Quali piante, lo vedremo nel prossimo paragrafo.

Coltivare anche in inverno non ha finalità esclusivamente egoistiche. Le radici delle piante si muovono nel terreno, lo animano, spezzano le zolle, attirano – o allontano – gli insetti. Insomma, tengono l’ecosistema vivo. Se ti limiti a coprire tutto con la pacciamatura senza seminare, impedisci tutto questo.

Se proprio non te la senti di organizzare un vero e proprio orto sinergico invernale, semina piante da sovescio come il trifoglio.

Quali sono le migliori consociazioni autunnali e invernali

Quale che sia la stagione, ciascuna aiuola dovrebbe avere sempre tre tipi di piante, di cui una leguminosa. Le fave potrebbero essere la soluzione migliore, in questo periodo dell’anno: le semini da ottobre a novembre e le raccogli a inizio primavera. Purtroppo non ci sono molte altre leguminose adatte all’inverno, almeno se vivi nel Nord Italia.

Come secondo tipo di pianta potresti scegliere un’aromatica: molte aromatiche resistono bene al freddo, sono perenni e tengono lontani gli insetti dannosi. Aromatiche come l’erba cipollina, il rosmarino o il timo crescono benissimo tutto l’anno, anche se danno il meglio di sé in primavera.

Per il terzo tipo di ortaggio, orientati su varietà resistenti al freddo come i cavoli o i cardi. Questi ultimi sono una specie perenne, che può sopravvivere anche 3 o 4 anni. Se non fa troppo freddo, possono andare bene anche carote e cipolle, ma stai attento ai ristagni idrici.

Sai già dove fare il tuo orto invernale?

L’orto sinergico è poco adatto ai balconi e ai terrazzi. Se cerchi un posto nel quale metterti alla prova e vivi in provincia di Novara, vieni a trovarci: Orti a Tutto Gas ti aspetta a Borgomanero con tanti orti in affitto, tutti pronti da coltivare!

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