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La salvia comune è la varietà più diffusa negli orti italiani, non c’è dubbio. Eppure esistono molti altri tipi di salvia commestibile, alcuni dei quali con aromi e proprietà apprezzatissimi all’estero. In questo articolo vogliamo presentarti quelli più interessanti.

Salvia dorisiana o fruttata

C’è un motivo se chiamano la salvia dorisiana anche salvia fruttata: quando le strofini, le sue foglie emettono un delizioso profumo di ananas misto a pompelmo. I fiori rosa profumano a propria volta e sono deliziosi sia da guardare sia da mangiare. La salvia fruttata si usa però soprattutto sotto forma di tisana, a causa del suo profumo e delle proprietà rilassanti.

La salvia dorisiana ama l’esposizione diretta e richiede innaffiature modeste ma regolari, soprattutto in estate. Fiorisce tra fine estate e fine autunno, dopodiché andrebbe potata. Dato che soffre il freddo, ricorda di coprirla in inverno.

Salvia scarea o erba moscatella

L’erba moscatella è il nome comune della salvia scarea, un tipo di salvia abbastanza che cresce nell’Europa mediterranea. Le sue foglie formano una rosa intorno al fusto centrale, dal quale spuntano spighe di fiori azzurri e bianchi.

Le foglie dell’erba moscatella hanno un forte profumo di frutti misti e muschio, tant’è che si usa l’olio essenziale per preparare sia liquori sia profumi. Assunte sotto forma di tisana aiutano a digerire, mentre gli oli sono benefici contro le caldane tipiche della menopausa.

Se vuoi coltivare la salvia scarea nell’orto, scegli un punto con una buona esposizione. Il terreno dev’essere profondo e morbido, per favorire lo sviluppo delle radici. Ricorda anche di tenere le radici al caldo in inverno, affinché in primavera spuntino nuove foglie dalla base del fusto.

Salvia greca

La salvia greca ha molti nomi, ma è conosciuta soprattutto come faskomilo o tè di montagna. La forma delle foglie cambia a seconda della zona in cui cresce: alcune piante hanno foglie allungate e dai bordi lisci, mentre altre sono dotate di foglie più piccole e con margini ondulati. In genere, i fiori sono color lavanda e crescono in lunghe spighe.

Rispetto alla salvia comune, la salvia greca ha un profumo e un sapore più decisi: ne bastano quantità minime per dare sapore a un piatto o anche a un infuso. In Grecia, in particolare, la si usa per preparare una tisana antinfiammatoria e decongestionante, da cui il nome “tè di montagna”.

Se desideri coltivare questo tipo di salvia nell’orto, scegli un angolo con una buona esposizione. Il terreno dev’essere sabbioso e drenante, specie in vista delle piogge autunnali e primaverili.

Salvia ananas

Tra i tipi di salvia alternativi è forse il più comune e conosciuto, tant’è che abbiamo dedicato un intero articolo a come coltivarla. Il nome deriva dal profumo delle foglie, dolce e simile a quello dell’ananas con una punta di limone.

Salvia melissodora

Una varietà di salvia bella da vedere, oltre che da annusare (e assaggiare). Le sue foglie sono grandi e di un verde intenso, con venature in rilievo nella pagina inferiore. Le spighe sono corte, coperte da fiori violetti e un po’ più chiari nella parte inferiore. Essendo ricchi di nettare, sono ottimi per attrarre gli insetti impollinatori.

Sia i fiori sia le foglie emettono un profumo a metà tra l’uva e la lavanda; secondo alcune persone, il profumo dei fiori assomiglia vagamente a quello della fresia. Ad ogni modo, questo aroma particolare è ottimo sia in cucina sia nella preparazione di tisane. I fiori sono commestibili, quindi puoi usarli per guarnire dolci o altri piatti.

La salvia melissodora ha bisogno di sole, come tutte le altre varietà, e tollera poco il freddo: coprila in inverno. In compenso, è una pianta resistente e che ha bisogno di pochissima acqua.

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