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Ultime semine di settembre: 10 ortaggi da piantare ora per raccogliere in autunno e inverno
Settembre sta entrando nella sua seconda metà, ma non è affatto troppo tardi per seminare l’orto.
Anzi, questi possono essere giorni decisivi per preparare raccolti autunnali e invernali, approfittando di un terreno ancora relativamente caldo e di temperature che favoriscono la germinazione di numerosi ortaggi.
Il calendario deve però essere adattato alla zona in cui si vive. Nell’Italia settentrionale, procedendo verso ottobre, il tempo disponibile prima dell’arrivo del freddo diminuisce rapidamente. Al Centro e soprattutto al Sud la stagione utile può prolungarsi molto più a lungo.
Tra le semine indicate per settembre troviamo ravanelli, spinaci, rucola, valerianella, cicorie, insalate, bietole, cime di rapa e numerose altre colture autunnali. Per diversi ortaggi, soprattutto al Nord, a metà/fine settembre può essere invece più conveniente partire da una piantina già sviluppata.
Ecco dieci ortaggi su cui puntare adesso.
Indice Argomenti
- 1 1. Spinaci
- 2 2. Rucola
- 3 3. Ravanelli
- 4 4. Valerianella
- 5 5. Lattughino da taglio
- 6 6. Cicoria da taglio
- 7 7. Cime di rapa
- 8 8. Bietola da taglio
- 9 9. Radicchio
- 10 10. Rape
- 11 Nord, Centro e Sud: settembre non è uguale per tutti
- 12 Attenzione al caldo di settembre 2026
- 13 Non aspettare ottobre per liberare tutto l’orto
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1. Spinaci
Gli spinaci sono uno dei grandi classici dell’orto autunnale.
Le temperature progressivamente più fresche sono generalmente più favorevoli rispetto al caldo estivo e settembre permette di avviare coltivazioni che accompagneranno l’orto nelle settimane successive.
Si possono seminare direttamente nell’aiuola, mantenendo il terreno umido nella fase iniziale.
Il vantaggio è anche la buona resistenza alle temperature basse: in molte zone la coltivazione può proseguire bene durante l’autunno e, con condizioni favorevoli o adeguate protezioni, anche più avanti.
2. Rucola
Chi desidera qualcosa da raccogliere relativamente presto dovrebbe riservare uno spazio alla rucola.
Può essere seminata a file oppure distribuendo i semi in una piccola area dell’aiuola.
Con temperature ancora miti la crescita può essere veloce.
Invece di aspettare che le piante diventino molto grandi, è possibile iniziare a raccogliere le foglie progressivamente, lasciando vegetare la parte centrale.
Le semine scalari permettono inoltre di non ritrovarsi con tutta la rucola pronta nello stesso momento.
3. Ravanelli
Anche i ravanelli sono particolarmente interessanti in questo periodo.
Hanno un ciclo relativamente rapido e possono sfruttare bene le settimane che separano la fine dell’estate dall’arrivo del freddo.
Il terreno dovrebbe essere abbastanza soffice da permettere alla radice di svilupparsi regolarmente.
Occorre inoltre evitare forti alternanze tra terreno completamente asciutto e irrigazioni abbondanti.
Proprio grazie alla velocità di crescita, il ravanello è una delle colture più interessanti quando si libera all’ultimo momento una piccola zona dell’orto.
4. Valerianella
La valerianella, conosciuta anche come songino, è una delle protagoniste dell’orto dei mesi freddi.
Settembre è un buon momento per iniziare a seminarla.
Le giovani piante occupano poco spazio e possono essere inserite anche in porzioni di terreno lasciate libere dalle colture estive.
È inoltre una coltura che sopporta bene il clima fresco e per questo diventa particolarmente interessante quando lattughe e altre insalate più delicate iniziano ad avere maggiori difficoltà.
5. Lattughino da taglio
Chi vuole continuare a raccogliere insalata fresca può scegliere varietà da taglio adatte alla stagione.
Il vantaggio del lattughino è la possibilità di effettuare più raccolte senza necessariamente estirpare tutta la pianta.
Nelle zone più fredde bisogna però muoversi senza aspettare troppo: andando verso ottobre le ore di luce diminuiscono e la crescita rallenta.
Dove l’inverno arriva presto può essere utile prevedere un piccolo tunnel o una protezione in tessuto non tessuto nelle fasi successive.
6. Cicoria da taglio
La cicoria è un’altra buona candidata per le semine di fine estate e inizio autunno.
È generalmente più rustica di molte insalate e permette di sfruttare bene l’orto anche quando le temperature iniziano a scendere.
A seconda della varietà scelta si possono ottenere produzioni molto diverse, per cui è sempre importante verificare sulla bustina il periodo di semina consigliato dal produttore.
Il clima italiano cambia moltissimo tra Nord e Sud e anche varietà apparentemente simili possono avere cicli differenti.
7. Cime di rapa
Le cime di rapa meritano sicuramente uno spazio nell’orto autunnale, soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud.
Esistono varietà precoci e più tardive, indicate spesso proprio attraverso il numero approssimativo di giorni necessari prima della raccolta.
La scelta della varietà è quindi fondamentale.
Seminare troppo tardi una cultivar dal ciclo molto lungo in una zona fredda può significare non riuscire ad arrivare alla raccolta nelle condizioni migliori.
Nelle aree più miti, invece, il periodo utile è decisamente più ampio.
8. Bietola da taglio
La bietola è una coltura interessante perché può continuare a produrre foglie attraverso raccolte successive.
Settembre consente ancora di seminarla in diverse zone d’Italia.
Una volta sviluppata, presenta anche una discreta capacità di affrontare temperature più basse rispetto a molti ortaggi prettamente estivi.
Come per le altre verdure a foglia, nelle prime settimane bisogna evitare che il terreno si asciughi completamente durante la germinazione.
9. Radicchio
Settembre è anche il mese dei radicchi, ma qui occorre prestare particolare attenzione alla varietà.
Esistono infatti radicchi con calendari e cicli molto differenti.
A metà o fine settembre, soprattutto al Nord, spesso è più pratico mettere a dimora piantine già formate anziché iniziare da zero con varietà dal ciclo lungo.
Nelle zone climaticamente più favorevoli rimangono invece maggiori possibilità di semina.
Per questo il radicchio è uno degli esempi migliori di quanto sia importante non affidarsi soltanto alla dicitura generica “si semina a settembre”.
10. Rape
Le rape possono trovare spazio nell’orto autunnale grazie a un ciclo che, a seconda della varietà e delle condizioni climatiche, può permettere raccolti nei mesi successivi.
Preferiscono un terreno ben lavorato e senza ostacoli che possano deformare la radice.
Come accade con ravanelli e carote, una terra eccessivamente compatta non è l’ideale per lo sviluppo della parte sotterranea.
Anche le rape compaiono tra le colture che possono essere avviate nell’orto nel mese di settembre.
Nord, Centro e Sud: settembre non è uguale per tutti
Dire “seminare a settembre” non basta.
A fine mese un orto della Pianura Padana e uno della Sicilia possono trovarsi davanti a prospettive completamente differenti.
Nel Nord Italia bisogna privilegiare sempre di più ortaggi rapidi o resistenti al freddo. Per alcune colture può diventare preferibile utilizzare piantine già formate, guadagnando alcune settimane rispetto alla semina.
Al Centro le possibilità rimangono generalmente più ampie, anche se molto dipende dall’altitudine e dalle caratteristiche della zona.
Nel Sud e nelle aree costiere più miti la stagione autunnale può invece offrire ancora molte settimane favorevoli alla crescita.
Attenzione al caldo di settembre 2026
Quest’anno c’è poi una variabile in più.
Settembre 2026 è iniziato con temperature molto elevate e, anche se il grande caldo dei primi giorni si è attenuato, le proiezioni indicano ancora la possibilità di periodi miti o superiori alla media durante la seconda metà del mese.
Questo può favorire la germinazione, ma aumenta anche la velocità con cui lo strato superficiale del terreno perde umidità.
Dopo la semina bisogna quindi controllare frequentemente la terra.
Il seme non deve essere sommerso d’acqua, ma neppure trovarsi in un terreno che passa continuamente da molto bagnato a completamente secco.
Non aspettare ottobre per liberare tutto l’orto
Uno degli errori più frequenti è aspettare che pomodori, zucchine, peperoni e melanzane abbiano terminato completamente la produzione prima di pensare alle colture successive.
Non è necessario.
Le nuove semine possono iniziare nelle zone già libere, sostituendo gradualmente le piante estive che hanno terminato il loro ciclo.
In questo modo l’orto non passa improvvisamente dall’estate all’inverno.
La trasformazione avviene poco alla volta: mentre si raccolgono gli ultimi pomodori, qualche metro più in là possono già spuntare spinaci, rucola, valerianella e ravanelli.
Ed è proprio questo uno dei momenti più interessanti dell’anno per chi coltiva.
Settembre non è il mese in cui l’orto finisce.
È il mese in cui comincia quello della stagione successiva.



